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Tutto questo si chiama paura dell’ estinzione….e speriamo che arrivi presto….

La Lega ha scovato la nuova emergenza nazionale. No, non più i nordafricani, ma i pugliesi, i calabresi, i siciliani, i lucani e i campani che hanno un contratto di lavoro a Milano, la residenza al Sud e che minacciano di compiere un gesto sovversivo: votare dove vivono. Si discute di far votare nelle elezioni politiche i fuorisede nella città dove studiano e lavorano, invece di rispedirli in treno dall’altra parte d’Italia a ogni tornata. E la Lega si getta sulle barricate con questa motivazione: “Sono meridionali e di sinistra, alterano il risultato del voto”. A completare l’opera ci pensa Luca Toccalini, capo della Lega Giovani: “Non c’è dubbio che la maggior parte arrivi dal Sud per studiare e lavorare al Nord. Se 50mila calabresi votano nei collegi di Milano alterano il risultato del voto”. Nella fisica leghista il calabrese esiste in due stati. A Reggio Calabria è un elettore. A Milano diventa un sabotatore. Spingi il carrello, calabrese. Stacca il turno di notte, pugliese. Ma la scheda elettorale, quella lasciala giù, che qui ci intorbidisci l’urna. E a Salvini, che di talento nell’arte di dire la cosa sbagliata ne ha da vendere, era rimasto un solo cruccio: un erede. Uno che raccogliesse la fiaccola, che sapesse guardare cinque milioni di lavoratori negli occhi e sparare la consueta stupidaggine. Ecco, può dormire sereno. L’erede c’è, ha trentacinque anni, è milanese e chiama “alterazione del risultato” il fatto che dei cittadini votino. La successione è cosa fatta.

(Abolizione del suffragio universale)

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