Ci siamo Matteo, uniti e tenaci come e più di sempre, pronti a sostenere ovunque la lista Italia Viva –#CasaRiformista per battere la destra estrema e sovranista che sta affondando l’Italia a livello mondiale (crescita PIL ridicola e Debito Pubblico in aumento) e impoverendo gli italiani. #Avantiatestaalta

Noi non siamo un gruppo improvvisato ma un partito radicato sul territorio e presente ovunque. Ora per noi è tempo di allargare, aprire le porte, costruire qualcosa di nuovo insieme ai nostri amici storici e a chi vorrà unirsi.
Alle prossime politiche noi saremo sulla scheda elettorale come lista di centrosinistra alternativa al mal governo di Giorgia Meloni. Ci saremo e credo che saremo determinanti.
Rispetto al chiacchiericcio penso che sia arrivato il momento di togliermi un sassolino dalla scarpa. Da quando due anni fa abbiamo cominciato il percorso per la ricostruzione del centrosinistra (ricordate la famosa partita di calcio dell’Aquila?), sento alcuni commenti di chi non conosce – o non capisce – la politica. Sono i commenti di chi dice: “Matteo fa tutto questo per avere tre seggi, per tornare in Parlamento, per farsi eleggere con i voti del PD o dei Cinque Stelle”. In questi due anni ho evitato di rispondere a queste barzellette pensando che il tempo galantuomo avrebbe coperto di ridicolo i sostenitori di questa tesi (quasi tutti rancorosi ex renziani che non possono più ottenere i benefici del passato). Allora è arrivato il momento di dirlo forte e chiaro. Spieghiamolo bene amici: io non prenderò in nessun modo i voti del PD o dei Cinque Stelle o di AVS. Mai! Il sistema è proporzionale: io tornerò in Parlamento se IV – Casa Riformista avrà i voti sufficienti. È vero che c’è anche un elenco di persone che entreranno con l’eventuale premio di maggioranza – e questo premio di maggioranza coinvolge ovviamente tutta la coalizione – ma ho già detto a La7 domenica sera che io non voglio stare nella lista dell’eventuale premio di maggioranza. Io non voglio entrare in Parlamento votato da un grillino o da uno di AVS. No.
Ora è più chiaro: i seggi blindati, i collegi regalati, i posti elemosinati sono concetti che non fanno per me. Io mi chiamo Matteo Renzi e ho una storia personale che parla chiaro. Se entro, entro con i miei voti, con la mia faccia, con le mie idee. Anche perché sono un uomo fortunato e ho molti amici che hanno voglia di darmi una mano in questa impresa per evitare che il prossimo parlamento elegga le Meloni o i Vannacci al Colle più alto.
Al lavoro, amici, ci attende un percorso impegnativo ma bellissimo.