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Spegniamo un po’ questo innamoramento.

Vedo l’entusiasmo di molti per il bel discorso del PdC alle Camere alla vigilia della sua partenza per Bruxelles per il Consiglio Europeo, definita addirittura per tanti una grande statista.
Spegniamo un po’ questo innamoramento.

Primo, i discorsi te li scrivono non va certamente a braccio…

Secondo, ma pensate che una che dovrà chiedere soldi a prestito in Europa possa in questo momento inimicarsi bruciando l’unica possibilità che la tiene agganciata all’Europa?

Terzo, vuoi mettere il piacere di creare ulteriori contrasti su questo punto dolente per l’opposizione?

Infine, l’attacco a Trump, più che un attacco mi è sembrato una tiratina d’orecchi e se ha preso un po’ di coraggio è perché in questo momento quell’amicizia è scomoda.
Definire l’accordo con Putin sul diesel così: “una scelta molto rischiosa; che chiaramente tutti comprendiamo e condividiamo l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia”.
No, cara Meloni, quello che ha fatto è una vergogna nei confronti dell’Ucraina e non può essere compreso con un’esigenza di contenere i prezzi. Perché se no dovrei supporre che se l’Europa agisse allo stesso modo in virtù di quella necessità sarebbe giustificata. Alla faccia della pulzella d’Orléans in difesa dell’Ucraina.

In quanto alla guerra scatenata con l’Iran, non si può definire: “questa scelta è dubbia, mentre i rischi sono chiari”.
No, cara Meloni, andava detto che quello che ha fatto il Presidente USA, è una sciagura imperdonabile, non “una scelta dubbia”, e non puoi definire “rischi” azioni che coinvolgono il mondo.
Questa sarebbe stata una vera critica, non un taglia e cuci.

È la solita maschera che indossa per l’occasione del momento, ma non sai mai cosa ci sia veramente dietro. Per questo non mi fido.

Comunque, bisogna riconoscerlo: la recita era impeccabile.

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