
La Leopolda è probabilmente la più singolare invenzione politica degli ultimi anni, inventata da Matteo Renzi che ne tiene indiscutibilmente sia il copyright che l’imprinting.
A metà strada tra convention americana e talk show, riesce a mobilitare tantissime persone, soprattutto giovani (che nell’era dei dieci minuti massimi di attenzione stanno più di dieci ore ad ascoltare, intervenire e prendere appunti!), e produce una consueta alluvione di proposte.
Quest’anno, andando un pò alla rinfusa, si possono ricordare: il rilancio della star tax giovanile, l’eliminazione dell’acconto delle tasse per le partite IVA, l’attrazione dei capitali stranieri, un piano per le adozioni senza ostacoli, riforme sulla gestione della nuova longevità dal punto di vista sanitario/geriatrico, la valorizzazione della finanza al servizio dei territori, una fiscalità per sostenere la natalità, misure per il contrasto al carovita (il “decreto ceto medio” di cui ha parlato Matteo), la tutela della risorsa-acqua, il ripensamento delle città in termini urbanistici, la sfida dell’energia, il rilancio di una nuova Europa, l’empowerment femminile, il governo della rivoluzione dell’intelligenza artificiale, una quattordicesima per insegnanti, forze dell’ordine e infermieri. In pratica , un programma di governo riformista!
E’ stato un contenuto alimentato da tantissime voci e contributi legate da due caratteristiche che nella politica di oggi sono diventate merce rarissima: la speranza per il futuro e l’entusiasmo dell’agire.
E le proposte hanno dato sostanza ad una cornice politica che Matteo Renzi ha saputo tratteggiare con efficacia: la Leopolda 14 è quella della consacrazione ufficiale di Italia Viva-Casa Riformista all’interno di un nuovo centrosinistra, unito, attraverso la costruzione di un percorso che leghi i Riformisti (che faranno le loro battaglie sull’identità riformatrice, sul garantismo, sulla crescita e sulla modernizzazione del Paese) a una alleanza con le forze di sinistra del “Campo largo” attraverso un contratto alla tedesca per dare stabilità e chiarezza agli accordi di coalizione.
Ponendo un fatto politico nuovo: una capacità di interlocuzione e di dialogo con tutti i riformisti, anche quelli di Forza Italia, che oggi sono compressi dentro una alleanza di destra-centro che sta inseguendo Vannacci e che vedono i loro valori dell’europeismo, del garantismo e della libertà soffocati dalla evoluzione nazionalista e sovranista della compagine di governo.
E, a giudicare dal fuoco di fila delle reazioni (alcune letteralmente scomposte e frutto di una isterìa che tradisce il reale stato di crisi interna a quel partito) dei vertici di FI, la freccia scoccata da Matteo Renzi ha colpito il bersaglio.
Inoltre, con buona pace delle vestali dell’ortodossia che amano ritagliarsi un ruolo di esclusività nella causa ucraina all’insegna di una dinamica nevrotica e a tratti esasperata, è stata l’occasione per ribadire una posizione riformista sui temi della difesa, della politica estera e della sicurezza. “L’Ucraina non si svende, si difende” è stato il mantra dei tre giorni (basta risentirsi gli interventi di Matteo, di Pier Ferdinando Casini, di Sandro Gozi o se si vuole anche del sottoscritto), in una cornice di intelligenza politica che punta a influenzare le dinamiche del potere per raggiungere l’obiettivo della pace in maniera concreta e non semplicemente declamata.
Con un contesto non banale: un entusiasmo di tantissimi militanti, una partecipazione collettiva significativa, la coesione di un gruppo dirigente.
Scusate se è poco!
I punti chiave della Leopolda 14
- Prospettiva politica: Secondo le dichiarazioni emerse durante l’evento, si punta a unire i riformisti con le forze di sinistra del “campo largo” attraverso un accordo programmatico.
- Partecipazione: La manifestazione ha coinvolto centinaia di giovani in discussioni prolungate su vari temi di attualità e governo.
- Proposte di programma: Sono state avanzate diverse idee di natura economica e sociale, tra cui il sostegno alle partite IVA, misure fiscali per la natalità e interventi sul ceto medio.

