
In 5 anni il carrello della spesa in Italia è aumentato del 29,5%, molto più dell’inflazione generale del periodo che è stata del 21%. Tradotto: una spesa settimanale per una famiglia tipo che nel 2021 costava 100€, oggi ne costa 129,50€. Con 50€ nel 2016 facevi una settimana di essenziali, oggi ci fai 3-4 giorni. Per il 2026 Federconsumatori stima altri +672 euro all’anno per una famiglia tipo con due figli, proprio a causa del carrello. Perché succede? 1. L’inflazione che senti io non è quella dei telegiornali. Istat a luglio 2026 dà un’inflazione generale al 2,9%, che sembra moderata. Ma i beni che compri ogni giorno – pane, latte, frutta, benzina – sono quelli che salgono di più. A inizio 2026 i freschi non lavorati sono saliti del +3,6% mentre l’inflazione generale era all’1,6%. È il paradosso di cui parla Istat: inflazione stabile sulla carta, ma prezzi dei beni ad alta frequenza d’acquisto più sostenuti. 2. Salari fermi. Quando il costo della vita cresce più rapidamente dei redditi, il potere d’acquisto si riduce. Il 65% degli italiani indica l’inflazione come causa principale del taglio della spesa, il 70% al Nord-Ovest. Risultato: spendi uguale ma porti a casa meno in volume. Codacons calcola -848€ a famiglia in termini di quantità reali acquistate. 3. Shrinkflation e materie prime. Stesso prezzo, confezione più piccola.
Cereali, oli, carne sono le materie prime che spingono di più il carrello alimentare, +2,2% medio solo nel 2026. 4. Stiamo cambiando strategia, senza volerlo. Eumetra lo chiama “razionalizzazione”: il 54% dei Millennials e il 61% delle famiglie con figli vede oggi il carrello più vuoto rispetto a un anno fa. Non compriamo meno perché vogliamo, ma perché scegliamo: più frutta, meno vino, più promo, meno sprechi. Cosa puoi fare in Italia, concretamente:
Fai la spesa al contrario: parti dal banco fresco al mercato rionale e poi vai al super per il confezionato, non viceversa.Controlla il prezzo al kg/litro, non la confezione. È l’unico modo per beccare la shrinkflation. Gira i discount per i secchi: per pasta, pelati, olio base, la differenza con la marca è spesso solo marketing.
Risparmia lì per tenere qualità sul fresco.Spesa spezzata: due piccole spese infrasettimanali invece di una grande del sabato riducono gli acquisti d’impulso e lo spreco del fresco, che è quello che costa di più ora.
Ed è una frustrazione che condividiamo in tantissimi. La sensazione di uscire dal supermercato con due sole buste in mano e 50 euro in meno nel portafoglio è diventata una realtà quotidiana.
L’inflazione e il caro vita degli ultimi anni hanno ridotto drasticamente il potere d’acquisto, trasformando la spesa in una vera e propria sfida di strategia.