
C’è una notizia che il governo farà di tutto per far passare inosservata. Il nuovo rapporto dell’Ocse dice che nel 2026 i salari reali italiani torneranno a diminuire dello 0,9%. E aggiunge un dato ancora più impietoso: il potere d’acquisto degli stipendi è ancora del 6,1% sotto i livelli del 2021. Peggio dell’Italia, tra le grandi economie avanzate, non c’è nessuno.
È un primato. Ma di quelli di cui sarebbe meglio vergognarsi.
Da quasi quattro anni Giorgia Meloni governa raccontando un Paese che corre, che sorprende, che viene preso a modello. Ogni settimana c’è un record da festeggiare, un complimento internazionale da esibire, un video da pubblicare.
Poi arriva un organismo internazionale, senza pregiudizi e senza tessere di partito, e ricorda una cosa molto semplice: gli italiani lavorano, ma con quello stipendio comprano sempre meno.
Il punto è proprio questo. La propaganda misura il consenso. L’economia misura la vita delle persone.
Per questo il dato dell’Ocse è politicamente devastante. Perché smonta il racconto secondo cui tutto andrebbe nella direzione giusta. Se i salari reali continuano a perdere valore, significa che il lavoro non basta più a garantire una vita dignitosa.
Eppure il governo sembra avere sempre altre priorità. La legge elettorale. L’Albania. Le guerre culturali. I nemici da costruire ogni settimana. Tutto, purché non si parli della busta paga.
Per questo oggi saremo davanti ai supermercati di tutta Italia con la campagna “Quando c’era lei”. Parleremo con i cittadini, ascolteremo chi ogni giorno deve fare i conti con un carrello sempre più vuoto e una busta paga sempre più leggera. Denunceremo ciò che il governo continua a negare: l’Italia si sta impoverendo. Ma non ci limiteremo alla denuncia. Porteremo anche le nostre proposte, perché i salari non si difendono con gli slogan ma con meno tasse sul lavoro, rinnovi contrattuali più rapidi, maggiore produttività e una politica economica che rimetta al centro chi vive del proprio stipendio.
Perché alla fine un governo non si giudica dai video sui social.
Si giudica alla cassa del supermercato.
Ed è lì che, purtroppo per Giorgia Meloni, la propaganda finisce e comincia la realtà.