
CARLO COTTARELLI, economista di rilevanza internazionale, è persona seria: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo individuò nel 2018 come possibile presidente del consiglio.
Beppe Grillo e Matteo Salvini, due simili, lo boicottarono e crearono “il presidente Conte”…
Cottarelli oggi ad elezioni politiche ormai imminente fa una proposta serie: vincolare tutti i partiti politici ad indicare la copertura di spese di tutte le loro promesse [e spesso truffe] elettorali.
La proposta di Carlo Cottarelli si chiama “Quanto mi costa?” ed è una campagna ufficiale lanciata in Senato insieme alla Fondazione Luigi Einaudi.
L’iniziativa prevede una raccolta firme a sostegno di un disegno di legge volto a garantire la massima trasparenza nei programmi dei partiti. L’obiettivo è obbligare ogni forza politica a quantificare i costi di ogni singola promessa elettorale e a indicare chiaramente le relative coperture finanziarie.
I punti chiave della proposta
La campagna mira a porre fine alla stagione dei programmi elettorali finanziariamente irrealizzabili: [1, 2]
- Trasparenza obbligatoria: Ogni misura inserita nei programmi deve essere accompagnata da una stima economica ufficiale.
- Fonti di finanziamento chiare: I partiti devono esplicitare da dove prenderanno le risorse (es. tagli alla spesa pubblica o nuove tasse).
- Certificazione indipendente: L’idea di fondo, già accennata in passato dallo stesso Carlo Cottarelli su Pagella Politica, prevede che organi tecnici neutrali possano vagliare la veridicità dei conti presentati.
- Consapevolezza dell’elettore: Consentire ai cittadini di votare conoscendo il reale impatto economico delle proposte sul debito pubblico e sulle proprie tasche.
La proposta punta a istituzionalizzare un meccanismo di responsabilità finanziaria prima del voto, estendendo ai programmi politici i rigidi vincoli di copertura già previsti dall’articolo 81 della Costituzione per le leggi ordinarie.