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QUANDO C’è VO C’è VO.

Le parole di Pina Picierno sono state molto pesanti verso il PD. Ha parlato di partito irriconoscibile, di deriva, di un percorso che ha allontanato l’elettorato moderato. Non uno sfogo: una denuncia documentata e argomentata. Al che il secondo partito italiano dovrebbe porsi qualche domanda. Perché se tutta l’area moderata — quella che dovrebbe essere l’elettorato naturale del PD — segnala problemi insormontabili, il partito rischia non di perdere le elezioni ma di diventare irrilevante.

Un vecchio adagio della politica dice che le elezioni si vincono al centro. Non all’estrema sinistra, non all’estrema destra. Si vincono conquistando l’elettorato moderato — quello che guarda ai fatti, valuta i programmi, non si fida degli slogan. Il PD sta facendo esattamente l’opposto: si sposta sempre più verso le piazze, verso i movimenti, verso il palestinismo. Insegue un elettorato che non vota — giovani disillusi, radicali — e abbandona quello che votava — moderati, lavoratori, professionisti, cattolici. È una strategia perdente.

Il sogno di Schlein è riportare a votare gli astensionisti — un bacino teorico di svariati milioni di persone. Per farlo, ha deciso di ascoltare le piazze: farsi dettare la linea dal palestinismo, dalle manifestazioni, dagli slogan. Non dalla gente comune. Non dai problemi reali. Dalle bandiere. E così, alle parole di Picierno ha risposto con un’intervista in cui ha usato “inclusione” come mantra — senza contenuto, senza risposta nel merito. “Il PD è inclusivo.” Inclusivo verso chi? Verso chi giustifica il terrorismo? Verso chi brucia le bandiere israeliane? L’inclusività non significa accettare tutto. Significa costruire una casa comune — non consegnare la casa a chi vuole demolirla.

Il contrasto con Picierno è illuminante. Picierno — persona di sinistra, carriera nel PD, non certo una conservatrice — ha capito che la politica si fa con le leggi e i governi, non con i sit-in. Schlein sembra convinta che basti coalizzarsi contro qualcuno per vincere — come è già successo in alcune competizioni elettorali recenti in cui il campo largo si è unito non per un progetto ma contro un avversario. Il problema è che quando il campo largo prova a coalizzarsi per qualcosa di propositivo — un candidato, una legge, una politica — puntualmente fallisce. Per ora è una fortuna. Perché un campo largo capace di coesione propositiva, con questa deriva illiberale e antisemita, sarebbe pericoloso. Meglio che si frammenti.

Il PD erede di quella tradizione riformista — europeista, atlantica, moderata — non esiste più. È stato sostituito da una setta che ripete mantra, esclude il dissenso, si nutre di odio verso Israele e non sa fare politica. Picierno ha avuto il coraggio di dirlo. È stata attaccata e marginalizzata. Come Erri De Luca. Come chiunque non si allinei.

La domanda che il PD non si fa è la più semplice: quanti altri Picierno ci vogliono prima che qualcuno cambi rotta? La risposta, guardando la traiettoria degli ultimi anni, è: probabilmente nessuno cambierà nulla.

Purtroppo hai ragione,! gonde e questa specie di segretaria stanno preparando di nuovo la vittoria della destra ,..sta ancora prevalendo la politica perdente degli ultimi anni, quella che ha bannato RENZI e a mandato la Meloni al governo, se non si svegliano subito andrà a votare anche meno gente..è il risultato a tirarsi in casa la setta grulla contiana! Si perche! La svizzerotta sessantottina è stata eletta con i voti dei 5cosi. È, come loro, tutta slogan e niente intelligenza politica. Vedo un futuro nero. Se il popolo SINISTRONZO non si sveglia e ragiona con la proppia testa. E VOTARE CHI CERCA DI FARE L’INTERESSE DEL POPOLO. NON L’INTERESSE DELLE LOBBI POLTRONISTA DELLA DITTA PIDIOTA GRILLINA. E LO STESSO DISCORSO VALE ANCHE PER I DESTRONZI BOCCALONI . ANCHE SE CI TROVIAMO E SI TROVANO CON LE PEZZE AL CULO.

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