La tesi secondo cui l’addio di Pina Picierno ferirebbe il pluralismo del PD soffre di una profonda miopia democratica. Scambia il diritto di tribuna del singolo eletto con il dovere di rappresentanza verso gli elettori. Un partito non è un club di liberi pensatori senza sintesi; è un progetto collettivo. Chiedere coerenza alla linea politica non è “ostracismo”, ma rispetto per chi ha votato quel progetto. Confondere la libertà di pensiero con il diritto di veto permanente significa condannare un partito all’impotenza, tradendo la sua vera missione: dare voce e risposte reali ai cittadini, non tutelare le sfumature personali dei suoi dirigenti. Per me chi è eletto deve rendere conto delle sue idee solo ai propri elettori e non fare i scalda sedie dei loro capi banda.
