Ma guarda un’altra cosa che ha fatto il governo di Matteo Renzi .
Leggete questo post per capire anche l’entusiasmo che ha accolto questa iniziativa e che ribadiamo fu realizzata dal governo Renzi.
Meloni rilancia i Pir di Renzi. Ma serviranno correzioni
Il governo vuole riportare in vita i Piani individuali di risparmio, lo strumento fiscale che ha raccolto 11 miliardi ma ha aiutato poco le piccole imprese. L’idea piace ad Assogestioni. I dettagli, però, restano da definire.
Il Contesto
Il governo Meloni intende riportare in auge e rilanciare i **PIR (Piani Individuali di Risparmio)**, lo strumento finanziario originariamente ideato dal governo Renzi nel 2016 e poi introdotto operativamente dal governo Gentiloni nel 2017.
La premier Giorgia Meloni ne ha parlato esplicitamente durante il suo intervento all’assemblea di Confindustria, dichiarandosi “pienamente disponibile al rilancio dei PIR” come strategia per stimolare e canalizzare i capitali privati verso l’economia reale italiana.
*Il Foglio* fa notare come questa mossa rappresenti un’ennesima continuità o “spunto” che l’attuale esecutivo prende da misure nate in seno a precedenti governi di centrosinistra (un parallelismo viene fatto anche con la revisione di *Industria 4.0*).
### La reazione dei mercati e di Assogestioni
La notizia è stata accolta con forte favore da **Assogestioni** (l’associazione che raggruppa i fondi di investimento). La presidente, Maria Luisa Gota, ha definito i PIR uno “strumento prezioso per convogliare il risparmio privato verso le imprese italiane”.
### Il nodo critico: perché servono correzioni?
L’analisi del quotidiano evidenzia che, sebbene l’esperienza dei PIR sia considerata generalmente positiva sotto il profilo fiscale per i risparmiatori (grazie alle esenzioni dalle tasse sui capital gain per chi mantiene l’investimento per almeno 5 anni), il loro impatto macroeconomico è rimasto parziale e controverso.
I dati macroeconomici citati indicano che:
* Attraverso questo strumento sono stati raccolti circa **11 miliardi di euro** di risparmi privati.
* Di questi, però, **solo 300 milioni di euro sono andati alle piccole imprese**, che sono proprio le realtà con maggiore necessità di liquidità e canali di finanziamento alternativi a quello bancario.
* La stragrande maggioranza delle risorse ha finito per finanziare e far crescere aziende italiane che erano già **medio-grandi** o strutturate.
### Prospettive future
Nonostante questo sbilanciamento, *Il Foglio* riconosce ai PIR il merito di essere stati lo strumento più innovativo degli ultimi decenni per tentare di gettare un ponte tra la grande ricchezza privata degli italiani e lo sviluppo del sistema produttivo attraverso la Borsa. I dettagli tecnici e le correzioni per indirizzare meglio i fondi verso le micro e piccole imprese rimangono, tuttavia, ancora da definire da parte del governo.

Il governo guidato da Matteo Renzi (in carica dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016) ha approvato diverse riforme significative oltre al noto “Bonus 80 euro”. ONESTAMENTE DI POSITIVO PER L’ITALIA PER IL POPOLO! MI FATE L’ELEMCO DI CIO CHE HA FATTO IL GOVERNO MELONI. ONESTAMENTE NON BALLE. COME LA VOSTRA LEADER ! BUGIARDA PATENTATA E LAUREATA AL UNIVERSITA DELLA FALSITA. UNICA LAUREA OTTENUTA!
Ecco i principali provvedimenti realizzati da quel coordinamento esecutivo: RENZIANO.
Lavoro e Previdenza
- Job Act: ha introdotto il contratto a tutele crescenti e modificato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori per i nuovi assunti.
- APE (Anticipo Pensionistico): ha creato lo scivolo finanziario per accedere alla pensione in anticipo rispetto ai requisiti standard.
Diritti e Società
- Legge Cirinnà: ha istituito e regolamentato le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto.
- Dopo di Noi: ha stanziato fondi specifici per l’assistenza alle persone con disabilità grave rimaste prive del sostegno familiare. [1]
Istruzione e Cultura
- La Buona Scuola: ha introdotto l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria, il piano di assunzioni straordinario per i precari e il potere di scelta ai presidi.
- Bonus Cultura: ha assegnato una carta elettronica da 500 euro (18app) ai neo-diciottenni per acquisti culturali. [1]
Economia e Fisco
- Industria 4.0: ha avviato un piano di incentivi fiscali e superammortamenti per digitalizzare e modernizzare le imprese italiane.
- Canone Rai in bolletta: ha inserito il pagamento della tassa radiotelevisiva direttamente nella bolletta elettrica, riducendone l’importo e contrastando l’evasione.
Pubblica Amministrazione
- Riforma Madia: ha avviato la digitalizzazione dei documenti pubblici, introdotto il licenziamento disciplinare lampo per i “furbetti del cartellino” e istituito lo SPID.