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KALLAS: SOSTEGNO A KIEV FINCHE PUTIN NON CROLLA.

Il capo della politica estera dell’UE Kaja Kallas afferma che l’Unione Europea chiederà che la Russia limiti le sue forze armate come parte di qualsiasi futuro quadro di sicurezza legato alla fine della guerra contro l’Ucraina.

Ha inoltre dichiarato che l’UE continuerà a chiedere il ritiro delle forze russe dalla Moldavia, nonché dalle regioni georgiane dell’Ossezia meridionale e dell’Abkhazia.

Si tratta di un cambiamento di tono notevolmente significativo rispetto all’Europa.

Per anni dopo la Guerra Fredda, gran parte dell’Europa si è avvicinata alla Russia attraverso impegno, commercio, diplomazia e l’ipotesi che l’integrazione economica avrebbe gradualmente ridotto il confronto.

La guerra in Ucraina ha distrutto questa ipotesi.

Ora i leader europei parlano sempre più non semplicemente di scoraggiare temporaneamente la Russia, ma di ridurre strutturalmente la capacità di Mosca di proiettare forza militare in tutta la regione in futuro.

La KALLAS ! evidenzia la profonda trasformazione strategica dell’Unione Europea nei confronti di Mosca. La posizione espressa da Kaja Kallas segna il passaggio definitivo dalla vecchia politica di interdipendenza economica a una strategia di contenimento strutturale. [1]

I punti chiave del cambio di rotta UE

  • Limitazioni militari: L’UE non cerca solo un cessate il fuoco, ma vuole vincoli permanenti all’esercito russo.
  • Sicurezza regionale: La stabilità europea viene ora legata al ritiro russo da Georgia (Ossezia e Abkhazia) e Moldavia (Transnistria).
  • Fine del “Wandel durch Handel”: L’idea che il commercio potesse democratizzare o mitigare l’aggressività di Mosca è ufficialmente superata.
  • Disarmo strutturale: L’obiettivo a lungo termine è neutralizzare la capacità russa di minacciare i vicini europei.
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