
Nel mondo reale a vincere sono i capitali già in campo, amplificati dalla finanza ultra‑veloce che distorce i prezzi. Ma oggi esistono strumenti di informazione e alternative di consumo (energia, banche, assicurazioni, fondi) facilmente adottabili per spostare la domanda e obbligare i fornitori tradizionali a cambiare
Credo che tutti conosciamo questa frase, di origine sportiva e poi utilizzata in diversi film, che termina con “… i duri iniziano a giocare!”.
Già, peccato sia solo un modo di dire. Nel mondo reale si traduce in: “quando il gioco si fa duro, significa che i duri stanno già giocando da un pezzo, e siccome hanno molti più soldi a disposizione, stanno pure vincendo, anzi stravincendo!”.
Questo potrebbe sembrare disfattismo, pessimismo, arrendevolezza. Invece è puro pragmatismo e volontà di togliere “il prosciutto dagli occhi” e vedere la realtà per quello che è sempre stata. Cioè, il mondo è dominato da chi ha i soldi, e chi più ne ha più domina. È storia palese e registrata degli ultimi millenni.
Tuttavia, rispetto al passato ci sono da alcuni anni due importanti e fondamentali differenze, una in peggio, molto peggio, ed una però in meglio, molto meglio. La differenza in peggio è la velocità con cui si possono concludere affari, soprattutto finanziari, in particolare le “borse mercatistiche”, in cui si vendono/comprano azioni, derivati ed altri titoli di credito. Fino a qualche decennio fa queste transazioni venivano fatte e registrate con carta e penna, quindi la quantità e velocità era da ciò fortemente limitata. Poi è arrivato il computer, e questa è aumentata letteralmente milioni di volte! E con essa le possibilità concrete di guadagno, speculazioni, e vari tipi di manovre che troppo spesso non portano a uno sviluppo sostenibile, ma viceversa creano caos e disastri (ricordiamo vero la crisi 2008 Lehman Brothers?). Non a caso oggi come oggi si stima che il 90% delle transazioni che avvengono nel mondo bancario/finanziario/borsistico siano mere “scommesse” a breve termine, in cui si punta sul fatto che un certo titolo salga (o scenda, si può scommettere anche che scenda!), per poter guadagnare in breve tempo. Solo una parte estremamente ridotta rappresenta operazioni “reali” come un prestito per l’acquisto di un macchinario industriale o agricolo, l’accensione di un mutuo per una casa, di un prestito per l’automobile e così via.
Insomma, da molti anni il prezzo di qualsivoglia prodotto, che sia il grano, il riso, piuttosto che il petrolio o il rame o il litio, presso i grandi mercati finanziari mondiali, non è più esclusivamente determinato dalla classica legge della domanda e dell’offerta. Ma è spessissimo influenzato dalle speculazioni in atto su tale bene. Più e più volte si è assistito a un ingiustificato aumento di prezzo di determinati prodotti, pur in presenza di una relativa abbondanza degli stessi in quel momento, e assenza di reali pericoli di “carestia”. Maggiori informazioni le potete videoascoltare nel mio ciclo su “banche, economia, finanza”, materie che seguo da più di vent’anni.
La buona, molto buona notizia è che, per la prima volta nella storia, abbiamo sia gli strumenti comunicativi per smascherare e divulgare tutto ciò, sia le alternative di acquisto dei principali prodotti/servizi che ci servono per vivere: energia, banche/assicurazioni/fondi di investimento. Da un paio di decenni circa, alcuni milioni di persone, in tutto il mondo, già usano queste opzioni. Se si aggiungessero altri milioni, la bilancia inizierebbe a spostarsi, e i fornitori “classici” sarebbero costretti a cambiare, in meglio, pur di non perdere ulteriori clienti.
Questo cambio non richiede nessun tipo di competenze e di sforzo da parte delle persone che volessero farlo, in quanto queste realtà sono pienamente a mercato e dispongono di tutti i classici strumenti, anche via internet, per poter fare il tutto comodamente dal proprio salotto/ ufficio tramite smartphone o computer.
Naturalmente di queste cose se ne parla troppo poco su televisione, radio e giornali (che spesso sono di proprietà dei suddetti “giocatori duri”, e poco gradiscono).
Insomma, “il gioco si è fatto duro” da molto tempo. Ma ora finalmente i giocatori onesti hanno creato nuovi campi da gioco, in cui le regole vengono effettivamente rispettate. Se volete giocarci anche voi, l’ingresso è libero, e non occorre portare il casco.
