Il nipote dell’ex presidente dell’Eni: “Pronto a fare causa”. Altri parenti sostengono l’azione di palazzo Chigi
Il Piano Mattei è una scatola vuota. Si tratta di quattro soldi della cooperazione italiana -ormai ridotta a ben poco-, di alcuni fondi europei e del riuso di fondi ENI. I veri fondi per l’Africa sono a Bruxelles .
Condivido molto la presa di distanza del dott. Mattei dall’uso strumentale fatto del nome di suo padre. Anchio pur non essendo figlio di un dipendente ENI (conservo ancora una lettera di un mio parente (ora defunto) di assunzione firmata da Enrico Mattei), sono vissuti in un contesto familiare che proponeva valori lontanissimi da quelli propugnati oggi da alcuni che erano e sono pure i miei. Se e quando fosse possibile vorrei esprimere la mia solidarietà al dott. Mattei anche in forma più diretta.
Mattei si fidava solo dei carabinieri e aveva ragione. Il suo “piano” si basava sul fatto che le terribili 7 Sorelle offrivano ai paesi produttori contratti capestro veramente vergognosi. Mattei offriva accordi paritari che convenivano ad entrambi i contraenti ma la cosa diede un fastidio immenso alle famigerate “Oil companies”. Senza contare, ma nessuno sa esattamente cosa avvemme, l’aiuto ai combattenti algerini per la libertà. I francesi, pare, si vendicarono finanziando gli Ibo nigeriani e ci fu una presa di ostaggi italiani presso Port Harcourt che in parte furono trucidati oppure rilasciati dietro un riscatto principesco.
Mattei ha pienamente ragione e ha fatto un’analisi perfetta di questo governo, che si appropria del nome di illustri del passato per darsi una patina di onorabilità, quando invece sono solo dei miserabili.
Pertanto evocare un piano Mattei da parte della “Leader minima” fu solo grossolana e ignorante propaganda
Mattei è stato un comandante partigiano che non ha mai rinnegato la Resistenza e non si sarebbe mai sognato di mettere le milizie di salò sullo stesso piano dei partigiani a cui ha appartenuto. Ha operato per avere una indipendenza politica ed economica che permettesse all’Italia di essere un Paese autonomo ed indipendente. Francamente non credo che questo Governo possa in nessun modo reclamarne l’eredità. Poi la battaglia nominalistica non credo sia affascinante ma capisco che ad una persona per bene vedere il proprio nome accostato a quello di una iniziativa propagandistica di un governo di incompetenti e complici di genocidio (detto dall’ONU non da me quindi vi prego di non censurarlo) possa dare un certo fastidio.
