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IL V(U)OTO A PERDERE DI CONTE E ONORATO, CON ALLE SPALLE LA “GRANDE” OMBRA.

Sul ruolo storico del M5S nel promuovere il degrado politico del Paese ci sarebbe da scrivere un romanzo. Un degrado che ha portato pezzi di società variamente ammalati a usare la delega democratica come un piede di porco per scassinare le istituzioni repubblicane, considerate un vuoto a perdere.

Un degrado culturale e sociale arrivato fino ad oggi, dalla fase del “vaffa” a quella dell’Azzeccagarbugli scambiato per valoroso condottiero. Il tipico politicante demagogico che piace a chi crede di non farsi raggirare, ma finisce incantato dallo sterminatore della buona politica.

Conte simula a malapena la smania di potere che lo ha portato, ahimè, dalle stanze felpate degli avvocati d’affari alla scrivania che fu di De Gasperi, Moro e Prodi. Ma non sarebbe mai arrivato dov’è senza un grande suggeritore, l’esatto contrario dell’Azzeccagarbugli, un uomo intelligente, colto, brillante e di grande esperienza politica e istituzionale.

Un uomo che ha sempre preferito la sostanza all’apparenza. Per questo è stato il Sindaco ombra con Rutelli, il Segretario nazionale PD ombra con Veltroni. In questo garantendo 13 anni di buongoverno capitolino.

Un gioco avvincente per chi riduce la politica ad un gioco da tavolo nel quale, però, si sospetta che non sia riuscito a fare l’ombra di Renzi. Così, non essendo il tipo da inchinarsi alla comitiva dei ragazzi di Schlein, da qualche anno si è ridotto a essere l’ombra di Conte. E con l’Azzeccagarbugli ora prova prendere due piccioni con una fava.

Primo, primarie o non primarie sbarrare la strada a Schlein o fare in modo che, anche se dovesse spuntarla, sia comunque condizionata dall’Azzeccagarbugli.

Secondo, usare la candidatura di Onorato, oltre che per indebolire Schlein, anche per togliere voti a Italia Viva – Casa Riformista, per cancellare Renzi e regolare definitivamente i conti aperti dalla “ditta” oltre dieci anni fa.

Una fissazione suicida della gerontocrazia PD e dei 5S contro Renzi, fatta di veti e malanimo personale di chi nello scontro diretto col senatore di Firenze ha sempre perso, danneggiando il proprio campo e presentando agli elettori una compagine scombinata e litigiosa.

Renzi ha le spalle larghe, non risponde e incassa senza cedimenti in nome dell’unità del centro-sinistra.

C’è da chiedersi se nel centro-sinistra vogliano perdere per l’ennesima volta pur di fargli un dispetto

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