
Gli studenti scendono in piazza per chiedere più soldi alla scuola e meno soldi alle armi. E Giorgia Meloni li accontenta: taglia altri 7mila posti tra insegnanti e personale scolastico e regala 20 milioni alle scuole paritarie. Sembra una barzelletta. Purtroppo è la legge di Bilancio. Quasi 5mila docenti e oltre 2mila lavoratori ATA in meno tra il 2027 e il 2028. Che si aggiungono ai tagli già programmati.
Scuole che perderanno personale, studenti che avranno meno insegnanti, lavoratori che non saranno sostituiti quando andranno in pensione. E mentre si passa con le forbici sulla scuola pubblica, per le paritarie spuntano altri 20 milioni. Poi però arrivano i sermoni sui giovani che non hanno voglia di studiare, che non rispettano le regole, che non conoscono il sacrificio.
E quando finalmente questi giovani si interessano al proprio futuro, si organizzano e scendono in piazza, diventano improvvisamente dei pericolosi sovversivi da tenere a bada. Ditemi voi se questa gente ha ancora il senso del ridicolo. Faremo tutto il possibile per fermare, in Parlamento e nelle piazze, questo ennesimo assalto alla scuola pubblica. Chiedono ai ragazzi di rispettare le istituzioni. Sarebbe ora che le istituzioni cominciassero a rispettare i ragazzi.