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I “MARANZA” E GLI ALIBI DI UNA GENERAZIONE DI GENITORI (E DELLO STATO).

Quello che è accaduto a Milano è particolarmente eclatante, ma violenze simili, anche su scala minore, accadono quotidianamente in tutte le città italiane. Il ragazzo che accoltella la professoressa con la videocamera; le risse organizzate via social; le gare di velocità che finiscono in tragedia e mille altri episodi “minori” che non vediamo. E’ un problema generazionale diffuso che ha a che fare con il lassismo delle famiglie ma soprattutto con i pessimi esempi e il contagio dei social, su cui questi ragazzi approdano giovanissimi (8-9 anni). Neppure il mondo degli adulti è esente dai pessimi esempi portati in TV e su altri media: giustizieri improvvisati, delinquenti mitizzati, influencer violenti. La repressione degli atti violenti deve essere dura ed efficace. E non si tratta di mettere due blindati fuori da una stazione, ma per esempio di usare la connessione a tutte le telecamere disponibili collegata all’IA per segnalare assembramenti, risse, etc in fase iniziale direttamente alle volanti più vicine. Ma anche questo non basta. Dobbiamo prendere di petto la questione dei social, Tik Tok in particolare, impedendone l’accesso ai minori di 15 anni e imponendo la moderazione dei contenuti da parte delle piattaforme. Nelle zone di crisi sociale complessa insieme alla maggior presenza degli organi di polizia, va organizzato il tempo lungo in tutti i gradi delle scuole aiutando le famiglie a gestire i figli, avviarli alla lettura e fargli praticare uno sport. L’esperimento di Caivano continence alcuni di questi elementi. Va migliorato ed esteso. Nel caso di Milano la gran parte dei teppisti proveniva da famiglie di extracomunitari. Ed il multiculturalismo nel processo di integrazione e’ sicuramente un problema in più. Ma se chiedete ai vostri figli vi diranno quanto diffuso è il fenomeno della violenza adolescenziale anche tra ragazzi figli di famiglie italiane spesso “tradizionalissime”. C’è da salvare una generazione. Rigore, sicurezza, insegnamento del senso del limite, costruzione di una vita off line. Su tutti questi piani occorre agire. Senza alibi e semplificazioni. Su un problema così profondo e radicato il confronto tra destra, sinistra e centro e’ doveroso. Gli insulti tra schieramenti e lo sfruttamento di questi episodi a fini elettorali non rende chi pratica questi comportamenti migliore di chi spacca una vetrina.

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