
Davanti alla questura di #Milano, una fila di genitori aspetta i figli minorenni fermati dopo la #devastazione del centro. Tunisini, marocchini, ucraini, italiani. Tutti dicono la stessa cosa: non sapevamo niente. Eppure l’appuntamento c’era. Era sui social, dentro i telefoni che erano stati loro a regalare. Questi ragazzi vivono in due mondi separati: la casa e lo schermo. E tra i due non c’è nessun ponte. Il centro di Milano non l’ha devastato un’ideologia, né un’etnia. L’ha devastato un invito, girato in rete, che ha trovato centinaia di ragazzini pronti a rispondere. Ora bisogna capire se dietro c’è una regia, e se quella regia ha registi internazionali. Al @Corriere#Zelensky ha detto che anche l’Italia è vittima della guerra ibrida russa. Se ne stanno occupando i servizi segreti: in Spagna, in Francia e ora in Italia.
Il post descrive la drammatica situazione davanti alla Questura di Milano nei giorni del 19 e 20 ottobre 2026, dove decine di padri e madri si sono messi in fila in attesa di notizie dei propri figli. I ragazzi, in larghissima parte minorenni, sono stati accompagnati negli uffici della polizia in seguito ai gravissimi scontri, atti di vandalismo e saccheggi che hanno colpito il centro della città nel fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026.
I dettagli della vicenda
- I numeri dei fermi: Il bilancio complessivo delle forze dell’ordine ha registrato 271 persone accompagnate in Questura e 32 arresti eseguiti nella sola giornata di domenica.
- Il profilo dei giovani: I ragazzi fermati appartengono a diverse nazionalità (italiani, tunisini, marocchini, ucraini) e provengono sia da quartieri di Milano sia dai comuni dell’hinterland e da Monza.
- Il movente: Secondo le prime ricostruzioni, i disordini — nati originariamente nel contesto di proteste legate al carovita — non sembrano guidati da un’unica organizzazione o da una specifica ideologia politica. Molti giovanissimi si sono aggregati e coordinati principalmente attraverso il passaparola e inviti sui social network, spinti da dinamiche di disagio sociale, emulazione e ricerca di visibilità online.
- La reazione dei genitori: Le testimonianze raccolte dai media descrivono madri e padri increduli, in lacrime o profondamente adirati. La quasi totalità dei genitori ha dichiarato di essere all’oscuro di tutto, convinta che i figli stessero semplicemente trascorrendo una normale domenica pomeriggio in centro con gli amici