Le parole di Francesco Bonifazi mettono a nudo una realtà che noi militanti avevamo già capito da tempo: la scelta di Luigi Marattin di passare con il centrodestra non ha nulla di ideale, ma risponde solo a una bieca preoccupazione per il proprio futuro parlamentare.
Marattin va semplicemente dove lo porta il seggio.
Per mesi siamo stati attaccati e offesi. Ricordo ancora quando, con un livore inaudito, si rivolgeva a noi militanti liberi e gratuiti di Italia Viva definendoci “tristi figuri che eseguono ciecamente gli ordini del capo” e che “non sono neanche persone”.
Tutto questo per giustificare il suo addio al partito, sbandierando la scusa di una presunta mancanza di democrazia interna e l’assenza di un voto formale dell’assemblea sulla scelta del centrosinistra.
Oggi che il suo micro-progetto si candida ufficialmente a fare da stampella al governo di Giorgia Meloni abbracciando Forza Italia, la domanda sorge spontanea e la rigiro direttamente ai suoi sostenitori:
dove e quando avete votato in assemblea, nel vostro nuovo partito, la decisione di abbandonare il centro puro per andare con la destra?
Chi sono allora i veri “tristi figuri” che eseguono gli ordini in silenzio e calpestano la coerenza?
Noi, che siamo rimasti fedeli alla nostra storia riformista e alle radici da cui proveniamo, o voi che non avete mai votato per il centrodestra e ora, pur di salvare il seggio del vostro leader, chiudete entrambi gli occhi davanti alla coscienza?
È semplicemente ridicolo.
Un deputato eletto con i voti e gli sforzi del centrosinistra che oggi si sposta dall’altra parte per convenienza geometrica parlamentare non può dare patenti di moralità a nessuno.
Le barzellette sono finite.
Noi togliamo la maschera ai pretesti personali e continuiamo a sostenere con orgoglio la serietà, la trasparenza e la visione di Italia Viva.
Avanti tutta, a testa alta!

Quando mancano gli ideali, restano solo i calcoli per il seggio.
La scelta di Italia Viva è lineare: proveniamo dal centrosinistra e dal PD riformista, e in un sistema bipolare è del tutto naturale e responsabile presidiare la nostra storia politica per condizionare i programmi con la nostra competenza.
Chi invece scappa gridando alla “purezza” per poi offrirsi alla destra della Meloni dimostra solo la fragilità dei propri pretesti. Aiutiamo la verità a girare: lasciate un segno di supporto e condividete questo post nelle vostre bacheche!