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Milano, il centrodestra e l’arte di perdere Quindici anni di sconfitte non sono più una fatalità, ma una vocazione.

Mentre la sinistra ha saputo interpretare Milano per tre lustri e ora guarda a Mario #Calabresi, il centrodestra continua a cercare un candidato credibile tra i propri ranghi, visto che le personalità più illustri brillano soprattutto per la rapidità con cui si defilano.

#FratellidItalia, #Lega e #ForzaItalia, anziché costruire un’alternativa, preferiscono contendersi le macerie di una vittoria mai arrivata. Tre partiti, tre candidati, nessuna visione comune.

Confondono il peso delle proprie bandiere con il consenso dei milanesi. A questo punto, più che un candidato sindaco, servirebbe uno specialista in suicidi politici.

Calabresi vincerà e continuerà il percorso della città verso una visione europea di servizi offerti ai ricchi e benestanti con tanti interventi urbanistici volti a rendere car free il centro, con l’incentivo a lasciare per i redditi medio-bassi che si stanno trasferendo nei comuni immediatamente limitrofi.
La destra non ha nessuna visione in nessun argomento rilevante nella vita dei cittadini, ha solo slogan irrealizzabili ed i milanesi ricchi, che sono concreti, voteranno a sinistra.
I poveri?

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