Ecco svelato il mistero :Trump fa accordi con Putin dopo averlo sanzionato per anni e costringendo i paesi europei a fare lo stesso.
Ora acquisisce il gasolio russo che poi rivenderà ai paesi europei ( Italia in testa) a prezzi maggiorati!!!
Non è che Sanchez aveva ragione? La Spagna ha continuato a fornirsi dalla Russia nonostante l’ira di Trump , che ovviamente era contrario ….
E i destrorsi italiani continuano ad abboccare…

L’accordo bilaterale sul gasolio siglato nell’ottobre 2026 tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin ha riacceso forti dibattiti, ma le dinamiche di mercato reali differiscono in parte dalle indiscrezioni circolate sui social network.
Ecco i punti chiave e le verifiche sui fatti emersi:
1. La destinazione del gasolio russo
Gli Stati Uniti non acquisteranno il gasolio russo per rivenderlo ai paesi europei. L’accordo prevede che la Russia rilasci fino a 4,8 milioni di tonnellate di diesel destinate espressamente al mercato interno americano e a quello globale per ridurre i prezzi interni del carburante, sotto forte pressione a causa del conflitto in corso in Medio Oriente.
2. La posizione dell’Europa e l’Italia
L’Unione Europea (Italia inclusa) mantiene l’embargo totale sul petrolio russo e sui suoi derivati. La licenza temporanea di 6 mesi emessa dal Tesoro statunitense (valida fino al 7 aprile 2027) per sospendere le sanzioni sul diesel russo non si applica all’Europa. I paesi europei non importeranno legalmente questo gasolio a prezzi maggiorati dagli USA, poiché l’Unione Europea ha confermato che non intende allentare le restrizioni sulla Russia.
3. I motivi dell’accordo di Trump
La decisione di Trump è legata a fattori economici e politici interni, tra cui la vicinanza delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le proteste di camionisti e agricoltori americani per i prezzi record del carburante. Un altro fattore scatenante è stato il rifiuto del presidente ucraino Zelensky di interrompere gli attacchi con droni contro le raffinerie russe, raid che secondo l’amministrazione americana hanno ridotto la capacità di raffinazione mondiale facendo impennare i prezzi.
4. Il caso della Spagna (Governo Sánchez)
La Spagna e l’Unione Europea hanno ufficialmente vietato l’importazione di prodotti petroliferi russi per via marittima sin dal febbraio 2023. Sebbene diverse inchieste giornalistiche abbiano sollevato nel tempo il sospetto che carburante russo sia entrato in Europa triangolando attraverso paesi terzi (come la Turchia o il Marocco) per aggirare le sanzioni, non esiste una politica ufficiale del governo Sánchez volta a rifornirsi direttamente dalla Russia in violazione dei blocchi comunitari.