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«Un patto col Pd, è l’unica strada che abbiamo. Parlo io con Schlein»

Persona seria politicamente preparato io credo che la Schlein accetti . Forza De Luca. Abbiamo bisogno di gente decisa e che non arretra per nessuna ragione. Questa dichiarazione è stata pronunciata da Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania.

La frase è stata rivolta ai consiglieri e agli esponenti del suo gruppo politico regionale “A testa alta” nei primi giorni di ottobre 2026. Con queste parole, il governatore campano ha impresso una netta svolta alla sua linea politica, sancendo un riavvicinamento al Partito Democratico e annunciando il sostegno alla segretaria nazionale Elly Schlein in vista delle imminenti primarie del partito

Vincenzo De Luca rivede la sua linea e apre a un’intesa con il Partito democratico, mettendo da parte l’idea di una corsa personale alle primarie. Dopo settimane di tensioni con i vertici dem e la presenza alla Leopolda di Matteo Renzi, l’ex governatore della Campania ha indicato ai suoi la strada da seguire: trattare con Elly Schlein e cercare un accordo politico.

La decisione è maturata durante una riunione a Salerno con i consiglieri regionali, eletti e non eletti, del gruppo A testa alta. In quell’incontro De Luca ha lasciato in secondo piano anche la possibilità di dar vita a una nuova formazione autonoma, spiegando ai presenti: «Siamo a un bivio». Sul tavolo resta l’ipotesi di un soggetto diverso, ma per lui il Pd resta l’interlocutore decisivo.

Su questo punto è netto anche rispetto alle primarie. Dopo aver alimentato, con il passaggio alla Leopolda, le voci su una sua possibile candidatura nel centrosinistra, De Luca ha chiarito: «Ma quale candidarmi? Non ho di queste velleità». Se la consultazione dovesse esserci, il suo orientamento sarebbe per Schlein.

La marcia indietro ha sorpreso più di qualcuno tra i presenti, soprattutto dopo gli attacchi rivolti solo tre settimane fa ai dirigenti democratici per l’invito a Giuseppe Conte alla Festa dell’Unità. Ora, però, il sostegno non viene dato per scontato: «Se sono ragionevoli è bene, altrimenti è battaglia», avverte l’ex presidente della Regione.

Restano aperti anche i nodi locali, in particolare a Napoli. Alcuni deluchiani temono che candidarsi dentro le liste del Pd non garantisca spazio reale per entrare in Consiglio comunale. Da qui l’ipotesi di una lista con Renzi, che De Luca non scarta e su cui dice di voler parlare la settimana successiva con l’ex premier.

Nel frattempo, in Regione potrebbe restare in piedi il gruppo A testa alta, come passaggio intermedio verso un avvicinamento al Pd. Ma i rapporti con Gaetano Manfredi restano tesi: davanti all’idea di un ruolo nazionale per il sindaco di Napoli, De Luca è stato durissimo. «Se succedesse, vado a fare una conferenza stampa a Roma contro di lui».

Tra i presenti, Gennaro Oliviero solleva invece dubbi sul possibile rientro nel Pd dopo l’espulsione legata alla contestazione sul tesseramento: «Il Pd riconoscerà che le mie tessere non erano false? ».

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