
In questa spero , d’aver delineato la figura di questa nullità politica, di questo avvocaticchio azzimato ( Azzeccagarbugli?), re del trasformismo, infallibile quando non governa, catastrofico quando governa, bugiardo la sua parte che minaccia di tornare a Palazzo Chigi! Prospettiva orribile, da brividi! Dio non voglia!
Non è facile trovare l’inizio giusto per una lettera come questa. Caro non mi sei mai piaciuto per niente, egregio non va bene perché di te vedo solo demeriti e non meriti, esimio meno che mai perché di straordinario vedo solo i disastri lasciati in eredità e la desolazione in cui tu e i tuoi pentastellati “novi” avete fatto scadere la politica italiana.
Il tuo programma procede, infatti, con la disinvoltura di chi non deve governare necessariamente le contraddizioni che enuncia: Stato forte quando deve spendere, Stato leggero quando deve riscuotere, meno burocrazia mentre si moltiplicano i controlli, più diritti senza spiegare fino in fondo chi dovrà pagarli.
Promesse alchemiche capaci di mettere d’accordo tutto e il contrario di tutto: più diritti, più welfare, più sanità, più scuola, meno tasse, meno ore di lavoro e, possibilmente, anche meno spesa.
Soprattutto meno Ucraina che non si sa come mettere d’accordo con la politica Europea!
Per fortuna che sul tuo capo pendono una serie di iatture. Alla luce di quanto accade mi verrebbe quasi un moto di gioiosa compassione.
Stretto fra la commissione Covid e i depistaggi di Scarpinato, le consulenze d’oro della Todde e il contenzioso con Grillo, il sostegno putiniano e il velleitario programma economico con l’immensa distanza fra l’ampiezza delle promesse e l’indicazione delle coperture finanziarie, ti cade pure addosso l’inaspettata presa di posizione della Schlein decisa finalmente a dar battaglia a chi, dentro e fuori il partito, vorrebbe farla fuori.
Dopo aver parlato per mesi di primarie, aver partecipato con fare grandioso ad ogni evento del Pd convinto di godere segretamente dell’appoggio di alcuni suoi esponenti, fatti i conti con gli impietosi numeri a tuo svantaggio, ora tiri fuori dal cappello la frase sul terzo nome.
Ennesima trovata geniale di coloro che, durante l’estate si sono esposti proprio sul terzo nome senza fare i conti con la Segretaria stessa la quale sul punto è riuscita nel miracolo di ricompattare il partito e non cedere lo scettro della sua maggioranza di voti.
Non vorrei fare il Tiresia della situazione ma vedo fosche nuvole e con quel manipolo di onorevoli e di vestali innamorate, dall’orizzonte culturale piuttosto angusto, non credo che tu abbia davanti a te una strada disseminata di successi.
Ma, naturalmente, potrei sbagliarmi. In fondo, anche Cassandra aveva previsto tutto: le mancava soltanto qualcuno disposto ad ascoltarla.