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L’UNICA VIA PER UNIRE E VINCERE

Il rispetto per i percorsi di Più Europa, da Benedetto della Vedova a Matteo Hallissey, è il punto di partenza per una riflessione che supera ogni logica di fazione: oggi non serve dividersi, serve unire.

Sostenere Matteo Renzi significa riconoscere la lungimiranza del cantiere che ha aperto con Italia Viva per aggregare l’area riformista.

Al tempo stesso guardiamo con estremo interesse e rispetto al percorso indipendente avviato da Ernesto Maria Ruffini con il movimento civico Più Uno.

Sono sforzi autonomi ma paralleli, che dimostrano come la necessità di dare forza a questa area sia un’esigenza sentita da più parti.

La matematica elettorale dello “Stabilicum” parla chiaro: per essere competitivi è indispensabile la nascita di un’unica lista riformista, capace di fondere queste diverse anime liberali e civiche in un solo cartello elettorale all’interno dello schieramento.

Tuttavia il vero motore di questa necessaria apertura non risiede nelle percentuali dei partiti, ma nel dato drammatico della sfiducia: la maggioranza relativa del paese sceglie l’astensionismo.

La vera sfida politica non è sottrarsi consensi reciprocamente all’interno dello stesso recinto, ma riaccendere la partecipazione di chi ha smesso di andare alle urne.

Davanti a questa emergenza democratica, le discussioni su chi abbia più o meno ragione appaiono oramai minuscole e del tutto superate.

Da questo approccio risponde un puro realismo politico: mobilitare i cittadini, combattere l’astensione, allargare i confini e presentarsi al voto compatti quando sarà il momento.

Ora serve mobilitare i cittadini, combattere l’astensione, allargare i confini e presentarsi al voto compatti quando sarà il momento.

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