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L’ Italia, ha come nemico pubblico numero uno,un debito macroscopico!

MA ! MENO MALE CHE ERANO PRONTI A GOVERNARE…..

È tramontata da tempo, l’ epoca del debito buono di Draghi, Meloni, accusa il colpo e parla di dote a proposito dei 15,7 miliardi di deficit aggiuntivo, utili per la manovra. Questi soldi, sono un ulteriore debito da sommare a quello record che già avevamo. Un altro nemico dell’ Economia… Raffiche di dati macro, tra cui il deficit/ PIL e il PIL finale del secondo trimestre dell’ Italia, tutto negativo. Il rendimento del BIP 10 anni, sale . Lo dice Milano Finanza, news paper finanziario dell’ informazione su Economia, Finanza, Borsa, Investimenti Mercati, filo diretto con Piazza Affari. L’ Italia ha come nemico pubblico numero uno, un debito macroscopico. Meloni, se si vuole salvare , deve fare qualcosa ora, subito per ridurlo. Altrimenti ne vedremo delle belle ed il Governo tecnico, da lei tanto deriso, dovrà essere preso in considerazione. Questo Governo tecnico, ha solo un nome: debito, quando è arrivato alla gola! Ne abbiamo avuti tristi esempi in passato, fino all’ arrivo di Draghi. Poveri noi. Come dice lo storico Luciano Canfora:” Un tempo, la destra, aveva degli intellettuali come Giovanni Gentile, Guglielmo Marconi, Alfredo Rocco. Ne riparliamo quando e se quello di adesso, avrà fra le sue fila, gente del genere.” Il Governo non manterrà le promesse elettorali. Si deve impegnare a ridurre il debito concretamente.

Ci vuole coraggio, autorevolezza, tagli su spese improduttive e obbiettivi importanti già valutati dalla UE, raggiunti e finanziati da questa( PNRR) (.????????)

Non farlo, presto, per l’ Italia, sarebbe fatale. Così stanno le cose amici miei. Arrivederci, a domani. Cerchiamo di non mollare. Non adesso. Abbiamo un sogno bellissimo nel cuore con il nostro Matteo. Il Governo si deve dare una mossa hic e nunc. Non erano pronti? A fare cosa?? Intanto:” IOSTOCONRENZISEMPREECOMUNQUESENZASEESENZAMA! E ricordiamoci che… INSIEME SI VINCE “!RESTIAMO COESI…STA VOLTA!

Il debito pubblico è considerato da economisti e istituzioni il principale freno strutturale allo sviluppo economico dell’Italia.

A fine 2026, la situazione fotografa una realtà complessa: il debito complessivo ha superato la soglia psicologica dei 3.095 miliardi di euro. Nonostante una crescita nominale del PIL, il rapporto debito/PIL programmatico per il 2026 è stimato al 138,1%, un valore che posiziona l’Italia tra i Paesi con la maggiore esposizione finanziaria dell’intera Eurozona, superando nelle stime persino la Grecia. [


Perché questo “nemico” è così pericoloso?

Il vero problema del debito macroscopico non è solo la cifra in sé, ma le conseguenze quotidiane che genera sull’economia reale:

  • Il peso degli interessi: Ogni anno lo Stato italiano spende circa il 4% del PIL solo per pagare gli interessi sui titoli emessi (come i BTP). Si tratta di decine di miliardi di euro che vengono sottratti a sanità, istruzione, infrastrutture e riduzione delle tasse.
  • La spesa pubblica “bloccata”: Gli interessi sul debito, sommati alla spesa previdenziale, assorbono oltre la metà delle entrate fiscali dello Stato, limitando drasticamente i margini di manovra di qualsiasi governo.
  • La vulnerabilità ai mercati: Un debito così alto espone il Paese alla volatilità dello spread e alle decisioni delle banche centrali. Con la fine del programma di acquisti massicci da parte della BCE, l’Italia deve fare maggiore affidamento sul mercato dei risparmiatori privati e istituzionali per rifinanziare le scadenze.

Un elemento di parziale stabilità è che una quota rilevante del debito (oltre il 70%) è detenuta da investitori privati e famiglie italiane (attraverso strumenti come il BTP Valore), il che riduce in parte il rischio di fughe repentine di capitali esteri. Tuttavia, la riduzione di questa montagna di debito rimane la sfida economica più importante del Paese per garantire la stabilità a lungo termine.

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