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Il Fatto Quotidiano apre con un memorabile: “Leopolda flop. Più titoli che persone”.

Il contrasto tra la narrazione trionfale degli organizzatori della Leopolda e il racconto critico de Il Fatto Quotidiano evidenzia la storica rivalità tra la kermesse e il quotidiano. Il giornale ha descritto l’evento con toni critici, riprendendo una tradizione di titoli taglienti che in passato ha spinto lo stesso Matteo Renzi a organizzare sondaggi sul palco per votare il peggior titolo dei giornali.

Cronaca di un successo, verrebbe da dire, a giudicare dall’ennesima epidemia di fegati ingrossati scoppiata nella redazione di Travaglio e dintorni! Le reazioni e le critiche alla 14ª Leopolda sono arrivate puntualissime sui giornali dai soliti noti: Scanzi, Travaglio e il bilioso Calenda.

Eppure, al di là di tanto dimenarsi, la matematica resta ostinata ed è la vera sostanza dei fatti: chiamare “flop” un’affluenza di ben 10.000 persone in tre giorni e l’energia contagiosa di 1.000 giovani pronti a fare politica vera significa soffrire di una forma acuta di cecità selettiva. La 14ª edizione della Leopolda ha dimostrato per l’ennesima volta che la politica sa ancora riempire le sale, generare idee e infiammare le nuove generazioni.

I giochini di palazzo e i titoli disperati lasciamoli pure agli opinionisti di professione; la visione e il futuro si costruiscono con le persone vere.

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