
Ogni volta che Vannacci apre bocca ci conferma quale idea di Italia porta avanti: aberrante e retrograda. Stamattina ha proposto – di nuovo – di separare gli studenti con disabilità dagli altri e, parlando di gonne lunghe o corte, ha detto di preferire «la donna senza gonna». Ma davvero il centrodestra ambisce a presentarsi alle prossime elezioni insieme a chi pronuncia oscenità del genere?
Certo, la strada del riformismo, del pragmatismo e della serietà è più difficile e meno spettacolare rispetto alla demagogia di chi promette ricette miracolose o delira sulla discriminazione. Ma se la scelta è tra rincorrere il consenso facile gridando oscenità o rimanere coerenti sui contenuti e sulla dignità delle istituzioni, non abbiamo dubbi.
Preferiamo stare in un partito di pochi, ma liberi, giusti e con le idee chiare per il futuro dell’Italia. Il tempo galantuomo dimostrerà la differenza tra la propaganda di stagione e chi lavora seriamente per il Paese.
VANNACCI È la <REINCARNAZIONE> di un suo AVO vissuto 100 anni fa Sostanzialmente è PERSONA nata con la stessa <TESTA> del suo AVO , e non si è evoluta…