Pubblicità

Il centrosinistra la smetta: le gare di purezza riconsegnano l’Italia alla peggiore destra

Atto di coraggio. Complimenti. Quella pagina di storia citata nella lettera purtroppo è assai poco conosciuta o rimossa. Allora incominciamo a costruire: ieri su HUFFPOST c’era un articolo di Cesare Damiano e altri coautori dal titolo (cito a memoria) “Come arrivare alla fine del mese”: una sintesi di linee programmatiche sul lavoro che vale un piano di legislatura. Andrebbero chiusi in una stanza gli scalpitanti aspiranti leader e obbligati a STUDIARLO. Tanto per incominciare.

Comunque: Bellissima lettera e bellissimo il messaggio di concretezza e serietà. Vai avanti così che avrai il sostegno di tutti. Non ti conoscevo ma ora ti apprezzo e ti sostengo. Così si fa! Bravo bravo

Il centrosinistra la smetta: le gare di purezza riconsegnano l’Italia alla peggiore destra

Lettera aperta all’area progressista: negli ultimi anni gli errori sono stati fatti, da tutte le parti. Ma ora non dobbiamo vendere più copie di un giornale o raddoppiare i like sui social, dobbiamo costruire l’alternativa e mettere in sicurezza la democrazia. Proviamoci, al massimo falliremo, ma non saremo ricordati come coloro che rimasero a guardare mentre la Repubblica democratica scivolava e sprofondava negli abissi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al centrosinistra di Massimo Bugani, tra i co-fondatori ed ex socio dell’Associazione Rousseau, dalle origini nelle fila del Movimento 5 stelle, poi passato al Partito Democratico. Oggi è capo dello staff del presidente dell’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna. 

Inizio questa lettera copiando e incollando qui un passaggio tratto da un libro di storia che riassume quelle che furono le cause dell’avvento del fascismo. “Debolezza delle opposizioni e divisioni interne: il movimento operaio e contadino, seppur numeroso, era diviso tra diverse correnti (socialisti, comunisti, anarchici), incapaci di unirsi in un fronte coeso contro il fascismo. Vi era la mancanza di un progetto politico serio. Le opposizioni non riuscirono a elaborare un’alternativa credibile al fascismo, lasciando il campo libero a Mussolini e al suo movimento”.

Credo che queste poche parole dovrebbero guidare tutti coloro che si riconoscono nel centrosinistra o nell’area progressista del nostro Paese.

Io e Giuseppe Conte ci conosciamo dalla notte del 4 marzo 2018, quando entrò nella saletta del Grand Hotel Parco dei Principi dove stavamo facendo una riunione post voto. Eravamo tutti entusiasti. Lui entrò nella stanza a tarda sera mentre si respirava ancora la gioia, ma ai vertici del M5S di allora iniziava a salire la tensione prodotta dal realismo e dal rischio di rimanere con le carte in mano anche con il 33%. Venne al tavolo dove eravamo in una decina e disse che aveva sentito degli importanti dirigenti del Pd di allora, i quali gli avevano comunicato che Matteo Renzi si sarebbe dimesso la mattina del 5 marzo e che senza di lui sarebbe stato possibile fare subito un accordo di governo M5S-PD. Mi ricordo bene che nel suo ruolo di possibile ministro disse: “Non penserete di aprire anche a Salvini?!”.

Da allora sono accadute tante cose, Giuseppe è stato premier di un governo fatto con la Lega e poi di un governo fatto con il Pd in cui sono state vendute, anche col suo personale avallo, le fregate militari all’Egitto (ovvero le più potenti navi da guerra costruite da Finmeccanica) che non sparavano fiori. Successivamente è stato leader e dirigente del M5S che ha fatto il governo con Mario Draghi, con la Lega, con il Pd, con Italia Viva e con Forza Italia di Silvio Berlusconi, e ha dato il suo sostegno a quella operazione.  Sappiamo tutti, se vogliamo essere onesti, che non fu l’espressione di Beppe Grillo, la famosa “Draghi è grillino”, a dare supporto a quel governo. La realtà è che parlamentari di diversi schieramenti politici erano molto preoccupati per la gestione di quei momenti drammatici, compresi molti deputati e senatori del M5S che avevano manifestato chiaramente nelle chat e nelle riunioni la propria intenzione di dare sostegno a Draghi.

Quello che è successo dopo lo sappiamo. Il governo caduto a causa dell’inceneritore di Roma, una scelta che disorientò chi come me aveva spesso gestito il viaggio dei camion pieni di rifiuti che partivano da Roma per finire negli inceneritori di altre regioni. Poi lo strappo fra Conte ed Enrico Letta (con quest’ultimo che preferiva abbracciare Carlo Calenda) e quindi un tappeto rosso steso davanti ai piedi di Giorgia Meloni in vista di quelle drammatiche elezioni del 2022 in cui il centrodestra sfidava un centrosinistra altezzoso ed egoista, ma soprattutto sbriciolato. Nei fatti fu, per la destra, la vittoria di una partita giocata senza avversari.

Perché ho voluto ricordare alcuni passaggi politici vissuti fra il 2019 e il 2022? Perché volevo ricordare a tutti che non siamo perfetti, che non esistono eroi sul cavallo bianco, che la gara del più puro, o del più esperto, o del più saggio, è un errore che spesso il centrosinistra ha compiuto in vari periodi storici e a varie latitudini, finendo sempre per farsi molto male.

Oggi non ce lo possiamo permettere, come non se lo potevano permettere cent’anni fa.

La destra governa indisturbata e i suoi ministri ogni giorno ci fanno andare indietro di un secolo su tutte le tematiche più importanti. Sanità, istruzione, giustizia, ambiente, diritti, libertà di espressione e libertà di stampa, welfare, transizione ecologica. Ogni giorno si perdono centimetri rispetto alle conquiste ottenute in un secolo di lotte. E questo è nulla rispetto a ciò che sarebbe in grado di fare il generale che sogna lo sdoganamento littorio completo.

Quindi io ritengo che il tatticismo e la strategia possano far guadagnare ancora oggi qualche punto percentuale ai singoli partiti del centrosinistra, o legittimare una più forte candidatura a leader della coalizione, ma è evidente che difficilmente servirà per costruire un’alternativa seria alle destre.

Giriamo pagina e iniziamo a costruire tutti insieme.

Evitiamo di riempire i titoli dei giornali di slogan e di semplificazioni che creano fratture e tensioni.
Stop slogan, stop postura da scontro. Dimentichiamoci per qualche mese i sondaggi e le percentuali.

Il Pd di Elly Schlein, di Bersani, di Bonaccini, di Lepore, di Scotto, di Corrado, è pieno di brave persone e di buone idee, il M5S di Giuseppe Conte, di Patuanelli, di Raggi, di Appendino, di Licheri, è pieno di brave persone e di buone idee, e se vogliamo migliorare il Paese dobbiamo costruire insieme una alternativa alla destra. Uniamoci e lavoriamo insieme all’Alleanza Verdi Sinistra, mettiamo sul tavolo tutte le proposte e cerchiamo soluzioni comuni. Dichiariamo pubblicamente i moltissimi punti programmatici ampiamente condivisi e riuniamoci a discutere i punti su cui la condivisione è minore. Come si farebbe in una famiglia, dove si discute ma si sta insieme, senza sgambetti e senza dispetti, sapendo che si discuterà, che si farà fatica, ma con la consapevolezza che si starà insieme.

Gli errori sono stati fatti, da tutte le parti. Il passato di ogni forza politica è pieno di errori e di protagonisti improbabili. Ma ora le condizioni sono diverse e noi non dobbiamo vendere più copie di un giornale o raddoppiare i like sui social, dobbiamo costruire l’alternativa e mettere in sicurezza la democrazia.

Proviamoci, al massimo falliremo, ma non saremo ricordati come coloro che rimasero a guardare mentre la Repubblica democratica scivolava e sprofondava negli abissi o, per tornare al libro di storia di cui sopra, non saremo ricordati come “incapaci di unirsi in un fronte coeso”

Umilmente e senza pretesa di essere ascoltato,

Max Bugani

- / 5
Grazie per aver votato!
Pubblicità

Lascia un commento

Verificato da MonsterInsights