Il conto dell’estate è arrivato, ce lo presenta la crisi climatica. Caldo estremo, siccità, danni all’agricoltura, conseguenze sulla salute e sul territorio hanno un costo economico sempre più alto. Per anni ci hanno raccontato che agire per il clima costava troppo. Oggi dovremmo rovesciare la domanda: quanto ci costa NON farlo? Investire nella transizione, nelle rinnovabili, nell’acqua e nella sicurezza del territorio è una scelta economica, ormai anche l’unica di buon senso.

Il conto economico della crisi climatica in Italia ha superato i 3 miliardi di euro di soli danni stimati all’agricoltura a causa di caldo estremo, siccità, grandine e roghi. [
I costi dell’inazione
- Agricoltura in ginocchio: Coldiretti e Confagricoltura denunciano perdite record. Il Nord Italia soffre la scarsità d’acqua con cali drammatici per mais e picchi del 40% per il riso.
- Produttività del lavoro: Il caldo estremo sopra i 30°C riduce la produttività oraria del 3% per ogni grado in più, impoverendo aziende e lavoratori.
- Spesa energetica: L’uso massiccio di condizionatori fa impennare i costi energetici per famiglie e imprese.
- Impatto sul PIL: Nel medio termine, la mancata transizione e le ondate di calore rischiano di costare ai paesi industrializzati una perdita fino al 7% del PIL.