Un ponte che probabilmente non si farà mai. Eppure una cosa funziona già con puntualità svizzera: il conto presentato agli italiani. La prima pietra continua a vivere soltanto negli annunci di #Salvini, stipendi, incarichi, consulenze e strutture amministrative, invece, procedono senza conoscere ritardi. Il ponte resta sospeso nel regno delle promesse, mentre i costi poggiano solidamente sulle casse pubbliche. Viene il sospetto che l’unica parte dell’opera destinata a funzionare davvero sia quella degli emolumenti. Il ministro annuncia cantieri e moltiplica scadenze, ciascuna destinata a invecchiare prima della precedente. La pietra non si vede, il denaro pubblico sì. In un Paese che centellina risorse per sanità, scuole, ferrovie e manutenzione, questa macchina politica e burocratica appare come l’unica grande opera già realizzata. Il Ponte, per ora, non unisce la #Sicilia alla #Calabria, unisce la propaganda di un ministro al portafoglio dei contribuenti. #PonteSulloStretto.
E hanno già pronto in cantiere la stessa cosa per le centrali nucleari di 20ª generazione
Non esistono? Ma tanto i fasciodementi che li votano che ne sanno
