
Forse non l’asso nella manica, ma l’ago della bilancia quello sì. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha parlato al Corriere della Sera del futuro del campo largo, degli avversari (o alleati?) politici Giuseppe Conte ed Elly Schlein, del “nome forte” della sindaca di Genova Silvia Salis e della crepa che Futuro Nazionale di Roberto Vannacci avrebbe creato nella maggioranza.
“Il nome del nostro candidato alle primarie è l’ultimo dei miei pensieri e problemi”. Ha esordito così il senatore, intervistato da Claudio Bozza, sviando la domanda se possa essere lui stesso “l’asso nella manica” alle primarie del Campo largo. Di una cosa, Renzi è convinto però: il campo largo senza Italia viva non ha speranza di vincere. “Senza di noi perdono. Noi riformisti non facciamo parte del Campo largo, che è formato da Pd, M5S e Avs. La matematica dice che senza di noi non ce la fanno: quando sono andati da soli, come in Liguria, hanno perso. Quando hanno rimosso i veti abbiamo vinto insieme, come a Genova. Se vogliamo vincere serve l’unità”. La ricetta per allontanare la premier Meloni da Palazzo Chigi – e dal Quirinale – sarebbe quindi la coesione. “Altrimenti la Meloni fa il bis e si prende altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale. E il popolo del centrosinistra non perdonerà chi avrà messo veti e fatto perdere la coalizione”
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, si è posizionato con decisione come l’ago della bilancia per il futuro del centrosinistra.
Renzi ha delineato la sua visione strategica toccando i nodi centrali del dibattito politico:
- Il peso di Italia Viva nel Campo Largo: Il senatore ha chiarito che senza la componente riformista e di centro non c’è alcuna speranza di vittoria, evidenziando come la somma di PD, AVS e Movimento 5 Stelle si fermi al 38%. Secondo Renzi, i suoi voti e le sue risorse organizzative sono indispensabili per intercettare l’elettorato moderato.
- Schlein e Conte: Ha liquidato le attuali tensioni tra la segretaria del PD Elly Schlein e il leader del M5S Giuseppe Conte come una semplice “guerra di posizione”. Ha inoltre sottolineato che Conte non ha vere alternative alla coalizione, pena la spaccatura interna al Movimento e la caduta delle giunte regionali guidate dai Cinque Stelle. [1]
- Silvia Salis per le primarie: Incalzato sui nomi per la leadership della scommessa centrista all’interno del campo largo, Renzi ha indicato la sindaca di Genova Silvia Salis come la figura più competitiva. La considera il “nome più forte” poiché in grado di unire il voto strutturato dei partiti a una solida e rilevante credibilità personale.
- La maggioranza e Vannacci: Sul fronte degli avversari, Renzi ha analizzato il potenziale impatto di Futuro Nazionale, il movimento politico di Roberto Vannacci, descrivendolo come una crepa per la stabilità della maggioranza di governo, pur non risparmiando battute ironiche sulla caratura del generale.