
Il tentativo di mettere assieme due partiti più rivali che alleati, fa perdere al Pd storia e identità, e delinea un baratto nebuloso fra leadership e programma della coalizione. Per questo si va verso le elezioni senza l’una né l’altro
In un’intelligente intervista raccolta da Fabio Martini per La Stampa, l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi ha detto alcune cose sagge sullo stato del Partito democratico e sul rischio di una perdita progressiva d’identità politica. Parisi non si esprime come Romano Prodi, che deve essere davvero esasperato per definire il campo largo “un casino”. Il suo antico, stretto collaboratore preferisce usare un linguaggio da vecchio saggio, quindi più calibrato e attento a non urtare qualche suscettibilità, ma la sostanza non cambia.
A Elly Schlein interessa sopra ogni cosa vincere le elezioni e diventare primo ministro, costi quel che costi, fosse anche anche la perdita d’identità del PD. L’interesse personale che prevale su quello del partito che (malamente) si guida.. CONVINTA DI VINCERE CON TRE ESTRENISTI UNA DI DESTEA ( CONTE) E GLI ALTRI DUE SCALA POLTRONE ! SENZA CASA RIFORMISTA ! E IL FUGGI FUGGI CHE C è NEL PD! MA DOVE VIVONO? GUARDANO IL LORO FILM DI DISNSLAYN. ! PORELLI.
MENTRE: Le necessarie figure politiche di riferimento, statisti illuminati o economisti con esperienza internazionale, non si presentano alla ribalta perché hanno paura di questo buco nero nero che sta trascinando nel vortice del nulla tutto e tutti.
Sono pavidi e cinici.
In quasi tutti i paesi occidentali rivediamo lo stesso film, con variabili locali trascurabili, se osservate con il cinismo di chi osserva il nostro pianeta dall’alto della storia.
Il macro problema è e resta il capitalismo, a maggior ragione se dotato della turbo-finanza.
Non è vetero comunismo questo concetto, io non lo sono, è l’evidenza culturale della mancata ridistribuzione del reddito economico, sociale, ma soprattutto umano.
Occorre rispolverare Confucio e i suoi preziosi concetti, peraltro applicati con mascherato equilibrio e abilità da Xijinping.
La figura di questo statista, che piaccia o no, non è paragonabile con nessun altro attore in scena.
Un abile equilibrista? Un direttore d’orchestra magistrale? L’erede di Mao?
Tutto questo e molto altro.
Che ci piaccia o no. La Cina non è vicina..
ORA: Nonostante pesi il doppio come voti, il PD sembra andare al traino di M5S schiacciandosi sulle loro posizioni o quasi. Il campo largo senza un forte asse con le forze moderate non va’ da nessuna parte. E ci si è dimenticati che il PD è nato dalla fusione dei DS con le forze centriste, cioè sinistra dc e liberal democratici. Per questo dovrebbe avere una posizione meno sbilanciata a sx. Infine penso che la leadership di Schlein dovrebbe essere ridiscussa, visto che è stata eletta tre anni fa’ o più; la situazione evolve e non è detto che Schlein oggi sia la migliore leader possibile come lo era al tempo della sua nomina. DETTO CIO! OK INIZIAMO Per il bene della nazione… Il PD sciolga l’alleanza… I 5s sono totalmente incompetenti a tutti i livelli. OK: Io non lo so quanto pesano queste “forze moderate”, ma senza dubbio non lo sa neanche PD., nonostante le sue certezze mascherate da domande. Quanto al non cambiare una segretaria a suo tempo eletta, con ogni evidenza, da grillini di passaggio, mi limito a osservare che dopo 3 anni inconcludenti e confusi, forse sarebbe meglio pensarci.
PS: Ma io non capisco come ci si possa stupire di questa cosa. Realmente: c’era bisogno di scomodare Parisi e Prodi per capire che il PD può allearsi col M5S solo rinunciando alla propria identità?
I 5S hanno fatto cadere Draghi per l’Ucraina: cosa si aspettava la Schlein, che cambiassero idea solo per fare un favore a lei? E la leadership: Conte ha sempre fatto capire di voler tornare lui Presidente del Consiglio, è una sua ossessione, e comunque è il sogno di ogni politico; cosa si aspettava la Schlein, che si sarebbe fatto da parte per cavalleria? Tantopiù che non stiamo parlando di due partiti che hanno una distanza siderale, come IV e il PD per intenderci. Hanno circa 4-5 punti di distanza.
Il Movimento ha un suo leader e dei suoi punti, che non è disposto a mettere in discussione. Se la Schlein non l’aveva capito, allora è lei che è unfit to lead, perché una leader con così poca visione dimostra di non avere nessun progetto, nessun programma. La sua linea “testardamente unitaria” è solo il piano per mettere assieme un’ammucchiata che vinca coi numeri, non coi contenuti. Auguri.