
SI PER LA ELLY: C’è un momento particolare dentro il Pd, e riguarda Elly Schlein. Un momento che lei stessa ha reso evidente con una frase che ha fatto rumore: «Sono una donna, vivo con una donna e ho 40 anni.» Non era solo un’affermazione identitaria: era il modo in cui Schlein dice apertamente di sentirsi penalizzata dalla dirigenza, come se una parte del suo stesso establishment non la considerasse “adatta” a guidare una coalizione riformista progressista verso Palazzo Chigi. Ma la pressione non arriva solo dall’esterno, arriva soprattutto da dentro dalla DITTA. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche Dario Franceschini avrebbe espresso dubbi sulla capacità di Schlein di essere competitiva con Giorgia Meloni nella prossima campagna elettorale. E non è un dettaglio: perché Meloni, piaccia o no, ha costruito una parte del suo consenso anche attraverso una frase identitaria potentissima, quella che tutti ricordano: «Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana.»
Una frase che ha segnato un immaginario e che ha parlato a un elettorato molto ampio. Sul fronte internazionale, Schlein mantiene una linea chiara: il Pd sostiene l’Ucraina anche con aiuti militari, nel quadro della difesa europea e della collocazione atlantica dell’Italia. Poi da quando ha fatto sapere che al PD e al ITALIA non serve un campo estremista! SERVE UNA CASA RIFOTMISTA. APRITI CIELO ! LA DITTA SI è INCAZZATA
Lei la rivendica come scelta di responsabilità verso un Paese invaso, ma nel campo ESTREMISTA questa posizione viene spesso trasformata in un’etichetta polemica — quel famoso “furore bellicista” che M5S e Avs le appiccicano addosso ogni volta che si parla di Kiev. E di CASA RIFORMISTA. A complicare tutto c’è un altro elemento: la leadership di Giuseppe Conte. Una leadership che, al di là delle alleanze di facciata, molti dentro il Pd non vedono di buon occhio. SOLO DALLA DITTA E BEN VISTO. Non la ritengono spendibile per guidare un campo largo ESTREMISTA competitivo, né capace di parlare a un elettorato più ampio. Ed è proprio per questo che, nei corridoi della DITTA, si torna a parlare della necessità di un “Papa straniero”: una figura esterna alle dinamiche logorate del Pd e del M5S, capace di unire invece di dividere. Ed è qui che entra in scena il convitato di pietra (DITTA)e tentano di convincere la : Silvia Salis. ma pure la SALIS ! SENZA CASA RIFORMISTA A DETTO NO. La sindaca di Genova dice IN QUESTE CONDIZIONI di non voler correre alle primarie, ma il suo nome continua a circolare e viene, sollecitata da più parti, perché è una figura che piace alla gente, ha carisma, parla un linguaggio contemporaneo.
MA PIOCE ALLA DITTA PERCHE ! soprattutto non si porta dietro quelle foto e quelle manifestazioni finite male con Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni ORAMAI BRUCIATI, E che molti nel Pd e fuori faticano a digerire. Secondo alcuni osservatori, Salis è forse l’unica che potrebbe davvero oscurare la leadership di Giorgia Meloni e parlare a un elettorato più largo, moderato anche fuori dalla sinistra. MA IL PD DOVREBBE PASSRE IN CASA RIFORMISTA
E il fatto che il suo nome continui a tornare, anche quando lei tace, dice molto del momento che il Pd sta vivendo: un partito che non ha ancora deciso chi vuole essere, né chi vuole guidarlo davvero verso il 2027. In tutto questo, Schlein resta da sola al centro della scena.
E forse è proprio questo il punto: capire se la sua leadership può crescere, oppure se il campo estremista finirà per cercare altrove la figura capace di tenere testa a Meloni e di parlare al Paese ormai stanco e disilluso con voce nuova.
DAL MIO PUNTO DI VISTA ! LA SULUZIONE OTTIMALE è.! DITTA MIRTA RESA INNOQUA. ELLY SEGRETARIA. COALIZIONE CON CASA RIFORMISTA : SENZA : CONTE. FRATTOIANNI : BONELLI. PRIMO MINISTRO DESIGNATO ! O RENZI O LA SALIS. QUESTA è LA SCELTA PER SALVARE L’ITALIA ! E RENDERLA PURA LEADER IN EUROPA. QUESTO è CIO CHE MI AUGURU: AUGURI ITALIA.