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CALENDA CHI?

Quando ascolto La cavalcata delle walchirie, diceva Woody Allen, vengo preso dall’insana voglia di invadere la Polonia. Invece io, quando sento parlare Carlo Calenda, vengo preso dall’insana voglia di rispolverare la lotta di classe.

Quel signore è il prototipo del maleducato di buona famiglia borghese, sbrodolante super ego e capricci a cinquanta anni come ne avesse cinque.

Come tutti i presuntuosi di scarso talento odia chi ha risposto generosamente alla sua richiesta di aiuto, perché gli rammenta la sua pochezza. Lo fa sentire inadeguato e reagisce proiettando i propri limiti sul suo avversario.

Chi vuole sapere chi sia Calenda basta che metta in fila le critiche che rivolge a Renzi, al netto delle volgarità da osteria, e avrà il suo profilo politico.

Renzi è un traditore? Calenda ha tradito tutti i partner politici coi quali si è alleato, da Letta a Bonino, passando ovviamente per Renzi. Li baciava, l’untuoso, e poi li ricusava con qualche scusa.

Renzi è inaffidabile? Lui in una notte ha rotto una alleanza che si sarebbe dovuta concludere la mattina dopo, appuntamento conclusivo già fissato. La notte porta coniglio, si avete letto bene, coniglio.

Renzi cerca solo poltrone. Veramente le poltrone gliele ha cedute Renzi quando, ahimè, lo ha imbarcato nella sua lista evitandogli di dover raccogliere le firme di presentazione che il signorino non aveva. Sì Renzi, allora, perché sì poltrona per Calenda.

Si capisce che Calenda sia ossessionato da Renzi e non riesca a fare a meno di insolentirlo quotidianamente, non sopporta di essere stato miracolato dal leader di Italia Viva – Casa Riformista.

Lo ha fatto ambasciatore, poi ministro, poi ce lo ha fatto digerire come candidato sindaco a Roma, poi come front man alle politiche. Tutti questi “debiti di riconoscenza” per il suo ego smisurato sono insopportabili.

Qualcuno parla di opacità di Calenda, che sarebbe stato inventato a tavolino per fare fuori Renzi al momento opportuno.

Che sia ossessionato da Renzi, lui come altri grossi strateghi da salotto romano o resort tropicale, non c’è dubbio. Ma non credo che sia la pedina di una tale strategia, perché è troppo pieno di se, troppo presuntuoso per prestarsi ai fili di qualche burattinaio.

Purtroppo Calenda è così al naturale, e continuerà a fare il gioco della destra non per qualche complotto, ma perché non vede più in la del proprio naso. C’è chi è nato per la politica e chi per fare l’assistente di Montezemolo, impiego dignitoso e soprattutto innocuo.

Uomo dalle mille doti che tiene accuratamente nascoste, al quale piace stare all’opposizione e ogni tanto rimediare qualche segno di gratitudine dalla destra per avere distrutto in un colpo solo il centro riformista e liberale e una sinistra d’altro canto sconclusionata.

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