
La nostra Giorgetta nazionale auspica che «si possa superare la consuetudine storica di un Capo dello Stato espressione del centrosinistra». Domanda semplice: ma la storia repubblicana l’ha sfogliata almeno una volta?
Perché i fatti raccontano altro. -Enrico De Nicola: area liberale. -Luigi Einaudi: liberale. -Giovanni Gronchi: Democrazia Cristiana. -Antonio Segni: Democrazia Cristiana, ala conservatrice. -Giovanni Leone: Democrazia Cristiana super conservatore. -Francesco Cossiga: Democrazia Cristiana, anticomunista. -Oscar Luigi Scalfaro: esponente della destra della Democrazia Cristiana.
Lasciando da parte Carlo Azeglio Ciampi, figura tecnica e istituzionale, e Sergio Mattarella, Presidente in carica, i Presidenti chiaramente riconducibili alla sinistra sono stati essenzialmente Giuseppe Saragat, Sandro Pertini e Giorgio Napolitano.
Insomma, più che una “consuetudine storica”, sembra proprio una delle tante leggenda metropolitana della Giorgetta nazionale.
La politica può permettersi molte cose: slogan, semplificazioni, persino qualche licenza poetica. Ma con la storia c’è un piccolo problema: è testarda. E i nomi dei Presidenti della Repubblica sono scritti nei libri, non nei comunicati stampa.
Forse, prima di riscrivere la storia, converrebbe rileggerla. Perché la memoria degli italiani può anche essere corta e gli archivi hanno il brutto vizio di non votare, ma poi non ci si lamenti se ci ritroviamo con un governo di incompetenti e scappati di casa.
