Le liste bloccate sono un capolavoro di ingegneria burocratica: voi andate alle urne, ma i parlamentari li hanno già scelti i capi di partito nelle loro stanze romane. Si chiama democrazia, ma somiglia molto a un casting aziendale. Noi ci opponiamo a questo sistema da oligarchi pigri e chiediamo, con una petizione, una cosa tanto rivoluzionaria quanto ovvia: le preferenze. Il concetto è elementare: decide il cittadino, non il segretario; il parlamentare risponde al territorio, non al capo; la politica ritrova un briciolo di dignità e di merito. Restituire la matita ai cittadini non è un favore, è l’unico modo per non ridurre il voto a una ratifica notarile.
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Le preferenze sono auspicabili perché danno la garanzia all’ elettore di scegliere il proprio candidato,secondo un principio elementare di democrazia direi evidente.