Gianni Alemanno è uscito oggi dal carcere di Rebibbia, dove era recluso da 1 anno, 5 mesi e 24 giorni, per il reato di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. “Esco dal carcere da innocente. Sul sovraffollamento delle carceri il Governo non ha fatto niente. Vannacci? Lo vedrò stasera a cena. È un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa”, ha dichiarato l’ex sindaco di Roma.
PS: Il fatto che un esponente della destra più estrema e securitaria – Gianni Alemanno – oggi si esprima in questi termini sulla situazione delle carceri italiane (per via di ovvie ragioni personali), ci fa capire che la battaglia per avere certezza della pena e carceri umane non è una battaglia di destra o di sinistra, ma una grande questione di buon senso.

L’ex sindaco della Capitale era detenuto dal 31 dicembre 2024 per il reato di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio. “Sul sovraffollamento delle carceri il governo non ha fatto niente” ha detto. “Vannacci speranza della politica italiana”
Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Camicia blu scuro, pantaloni e scarpe da ginnastica nere, con un borsone sportivo scuro nella mano destra e una sacca colorata nella sinistra, Alemanno ha varcato la soglia d’uscita, sorridendo ai presenti e salutando gli agenti della polizia Penitenziaria che si trovano fuori dal perimetro del penitenziario.
L’ex sindaco della Capitale, accolto fuori da circa 100 sostenitori, che scandivano il coro “Gianni, Gianni”, era detenuto dalla sera del 31 dicembre del 2024, dopo aver scontato la pena di 1 anno, 5 mesi e 24 giorni per il reato di traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Ad attendere l’uscita dell’ex primo cittadino, decine di giornalisti, cameraman e diversi esponenti del mondo politico romano.
“Il carcere una realtà terribile, esco da innocente”
“”Esco dal carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo ingiustamente. Ho visto e conosciuto una realtà terribile, che è una vergogna per la Repubblica Italiana, dove perde la faccia. Non viene data la possibilità di rifarsi una vita”. Queste le prime parole di Gianni Alemanno, parlando alla folla di cronisti e telecamere, appena fuori dal carcere di Rebibbia. “Aridatecelo”, grida uno dal mucchio di sostenitori che suda sotto al sole. “Ci sono, ci sono – risponde lui -. Il carcere in Italia è una offesa per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di cambiamento”.
Poi Alemanno, parlando con i giornalisti, ha aggiunto: “Le distorsioni della giustizia finiscono tutte nel carcere” e “la sicurezza del cittadino va difesa anche correggendo queste distorsioni. La tolleranza zero deve essere contro i reati, non contro la dignità delle persone. Ne parlerò con il ministro Nordio – ha detto – c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema”, ha ribadito l’ex sindaco di Roma, che a una domanda sul governo Meloni ha risposto: “Sul sovraffollamento delle carceri non ha fatto niente. Non c’è un solo posto in più”.
“Vannacci la speranza della politica italiana, Meloni lo chiami”
Poi sull’impegno in politica e il rapporto con Vannacci: “Il mio impegno in politica è quello di cambiare realmente e profondamente le cose. Questo è il mio impegno fino in fondo” e ha aggiunto: ”Vedrò oggi Vannacci, lo vedrò stasera a cena, parleremo di tante cose, ci confronteremo su molte cose. Non su tutto siamo d’accordo, però secondo me Vannacci è il volto nuovo e la speranza della politica italiana“. E ha precisato Alemanno: “Io non chiedo posti o incarichi, porterò soltanto la mia esperienza al movimento di Vannacci’.
L’ex sindaco sulle scelte di Giorgia Meloni ha poi commentato: “Il problema di Giorgia Meloni è quello di essere in grado di aprire un grande dibattito nella destra. Se non c’è confronto dentro al partito, all’interno del centrodestra e con altre realtà è difficile trovare una base vera e forte. Quindi quello che io contesto a Giorgia Meloni fino ad adesso e di non aver parlato con gli altri. Mi auguro che abbia voglia di parlare perché se vuole parlare può chiamare Vannacci e sicuramente Vannacci sarà disponibile a parlare”, ha detto Alemanno.
L’inchiesta, le accuse e la condanna
Nelle prime battute dell’inchiesta, Alemanno era accusato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso e corruzione ma poi le accuse sono state derubricate.
Dopo la condanna, ad Alemanno, difeso dall’avvocato Edoardo Albertario, è stato concesso di scontare la pena ai servizi sociali con l’affidamento in prova all’associazione So.Spe (Solidarietà e Speranza – ndr) ma, a seguito di alcune violazioni, il 31 dicembre 2024 è stato portato in carcere.