Così il tris degli incapaci vorrei vedere, come fanno marcia indietro, disse un vecchio politico della DC on.pomicino, abbiamo messo là picchiacca mano a i creature, è non si sbagliava.perche quando si nega l’evidenza della capacità dì un alleato, vuole dire che stiamo alla frutta in tutto questo regaliamo altri 5 anni alla destra.

MI AUGURO ! VISTO LA BABILONIA ATTUALE: La strategia di Matteo Renzi per il centro punta sulla corsa solitaria. Attualmente, l’ex premier ha dichiarato che Italia Viva andrà da sola alle elezioni, respingendo l’idea di unirsi a cartelli elettorali con il centrosinistra (come il Progetto Civico o il Partito Democratico), mentre partiti come +Europa sembrano esplorare altre alleanze e convergenze al centro.
Ecco come si dividono attualmente le strade dei vari movimenti:
- Matteo Renzi e Italia Viva: L’orientamento dell’ex premier è quello di correre in solitaria, posizionandosi come alternativa netta sia al centrodestra sia al campo largo.
- Più Europa (+Europa): Il partito ha avviato dialoghi per prove di unità e per creare un’area moderata alternativa, trovando interlocutori nel Partito Socialista Italiano (PSI) e nel progetto dell’assessore Onorato.
- Il Progetto Civico: Questa area di ispirazione riformista e centrista guarda più da vicino al campo progressista di Schlein e Conte, escludendo al momento convergenze con Renzi.
- L’idea di un polo autonomo, liberalsocratico e centrista è al centro del dibattito politico italiano.
- Ecco i punti chiave, i vantaggi e i nodi di una strategia solitaria per Matteo Renzi insieme a Più Europa e alle liste civiche:
- I Vantaggi della Strategia Autonoma
- Identità chiara: Libertà da compromessi ideologici con la sinistra radicale o la destra sovrana.
- Progetto programmatico: Focus su crescita, riforme istituzionali, infrastrutture e posizioni europeiste.
- Maggiore attrattiva: Capacità di intercettare l’elettorato moderato, deluso dai poli principali.
- Gli Ostacoli Principali
- Soglie di sbarramento: Il sistema elettorale attuale penalizza le forze che corrono da sole sotto il 3% o il 4%.
- Frammentazione dell’area: La divisione storica tra i leader del centro (come Renzi e Calenda) riduce la forza d’urto.
- Polarizzazione: Il voto tende a concentrarsi sui due blocchi principali per evitare la dispersione.