
La segretaria all’evento su Moro boccia la riforma del voto. Franceschini: “No a un centro autonomo
“E siccome nell’aria si sente già profumo di vittoria”.Calma, questo stucchevole ottimismo (che non condivido) ha uno scopo : non fare nulla aspettando che il CDX perda da solo. Secondo me, invece, se non c’è un programma (e per ora non c’è) e la chiara indicazione del leader, tutto è molto aperto.
Il PD è un partito plurale, con diverse anime, scalabile non è vero, questa è differenze di molti altri partiti personali. Chi non è d’accordo con l’attuale linea politica ha due possibilità: svolge la sua battaglia dentro al PD affinché la linea cambi al prossimo congresso oppure esce dal PD, come hanno fatto Madia e Gualmini e ne veranno molti altri. Viviamo in democrazia e ognuno è padrone delle proprie scelte.
Si hanno aspetto un po’ troppo sulle uscite dal PD i vari nomi, alcuni dei quali anche di valore,, per non genuflessi oltre alla vecchia DITTA ora anche alla politica della Schlein grilizzata. Verso la quale sto notando, ultimamente, una eccessiva propensione all’idolatria. Avete idea di cosa sia la differenza fra guidare una nazione e fare una conferenza di partito. Temo di no. I fuorusciti si collocheranno dove li ha sempre portati il cuore. Nessuno soffrirà. Gli elettori che li amano li seguiranno. Qual è il problema? Abbiamo già dimenticato quelli che del PD hanno fatto campagna per il si al referendum,fortunatamente neutralizzati non da scomuniche,ma dal voto degli italiani. Un esempio di scelte,pur legittime,incompatibili con una comune idea di democrazia. E continua a SLOGGARE: “Uniti e compatti, ma con un’idea chiara”. Cioè la sua. È normale e giusto, ha vinto lei le primarie. Ma non c’è niente di strano allora che qualcuno preferisca Italia Viva. Adesso mi aspetto Guerini, Picierno che facciano il loro corso. POI ASPETTIAMO UN BEL PROGRAMMA SIA DAL PD E DA CASA RIFORMISTA. PERCHE IL POPOLO VE LI CHIEDE. PERCHE ABBIAMO! Le bollette più alte,le retribuzioni più basse,le morti sul lavoro superiori alla Germania e paesi vicini,2.7 milioni di famiglie povere,laureati meno che in Europa,insufficienti investimenti sulle rinnovabili e tre anni di stagnazione della produzione industriale,impongono politiche economiche e sociali conseguenti. DA QUELLO CHE PROPORRETE (DI FATTIBILE) IN TEMPI BREVI E SICURI! IL POPOLO DI SINISTRA E DI CENTRO DECIDERA CHI SEGLIERE. E DOPO CON IL PROGRAMMA CHE HA VINTO LE ELEZIONI SI VA A GOVERVARE UNITI E COESI ! PER ATTUARE IL PROGRAMMA VINCENTE. ALTRIMENTI: A cosa serve la sinistra degna di questo nome se non a questo? Non basta Einaudi, come Napolitano pensava…non ci salverà il mercato.
PS: FUORI TEMA MA NEL TEMA: Forse, se posso permettermi, il termine “sedicente” (che dice di essere ciò che non è) risulta un po’ forte. Per identificare questo gruppo di persone di SINISTRA e di CENTRO con una forte propensione a collocarsi al centro dell’agone politico, il termine riformista è certamente abusato e, soprattutto, utilizzato a sproposito. La contrapposizione tra riformisti e rivoluzionari/massimalisti ha caratterizzato il dibattito nella sinistra per buona parte del secolo scorso, ma oggi non ha alcun senso. Se Madia, Renzi, Calenda, Picierno sono riformisti, altrettanto sono Bersani, Schlein, Provenzano, Cuperlo. Capisco che faccia comodo autodefinirsi “riformisti” da parte dei “ sinistri e centristi” (lasciando intendere che l’estrema sinistra sia un partito rivoluzionario/massimalista, perché questo è il contrario di riformista), ma è un’evidente manipolazione delle parole. Molti, e io tra loro, li chiamano “cosiddetti riformisti”.