Il Documento di finanza pubblica spiega che il grande risultati economico del governo Meloni non è tale: il differenziale fra i titoli italiani e tedeschi è sceso da 200 a 70, ma gli interessi sul debito erano 83 miliardi nel 2022 e oggi sono 87. Ecco perché
L’ultimo Documento di finanza pubblica licenziato dal Consiglio dei ministri ha il merito di svelare il sotterfugio politico che si cela dietro uno dei presunti risultati economici ottenuti dal governo: il crollo dello spread. “Dobbiamo essere soddisfatti dei risultati che l’economia italiana ha raggiunto in questi anni, come dimostra chiaramente lo spread che era intorno ai 235 punti quando ci siamo insediati, adesso stabilmente intorno ai 60”, ha di recente rivendicato Giorgia Meloni, spiegando che “lo spread sotto i 70 punti vuol dire risparmiare interessi sul debito”.
Chi aveva sostenuto, con grave disprezzo della logica, che il rialzo dello spread indica fiducia dei risparmiatori dovrebbe rammaricarsi ora. Finalmete dice quello che sanno gli studenti del primo anno di economia, lo spread ha risentito della crisi Tedesca e non di cose faroniche fatte dall’italia, anche perche chi lo sostiene mi piacerebbe facesse l’elenco delle magiche riforme fatte che avrebbero inciso su questo dato e magari come i miliardi del PNRR spesi questi 4 anni ci hanno portato a crescita quasi 0 e manco al 3% del rapporto famoso. Ma non mi dite il bonus 110 che so già che è il cavallo di battaglia della distrazione di massa : ma i numeri hanno la testa dura in tutti i casi, non solo quando fa comodo. Magari la realtà sta nel mezzo, ovvero il calo dello spread può essere determinato sia dalla crisi tedesca ma anche da un governo che a detta di tutti (anche in Europa) hanno saputo tenere i conti in ordine. Ma quando si hanno gli occhi foderati di ideologia… Per sostenere il debito che abbiamo, dobbiamo far crescere il PIL a ritmo molto più sostenuto. Per far crescere il PIL a ritmo molto più sostenuto dobbiamo aumentare produttività e fare riforme coraggiose. Per fare riforme coraggiose (tutti sanno cosa si dovrebbe fare) bisogna avere il coraggio che un paese di vecchi non ha (e infatti elegge una classe politica di imbelli). Quindi o si produce uno shock talmente grande che anche le pecore diventano leoni o siamo condannati ad un lento, triste e doloroso declino.
Le magnifiche “virtù” del governo dei “conti in ordine” e dei “record mondiali” sono venute al pettine. È ora di chiudere questa esperienza nociva per la Patria. Quest’anno si festeggiano gli 80 anni della Costituzione della Repubblica, democratica e antifascista.
