
A colloquio con la capogruppo di Italia viva: “Se iniziamo a dire che noi dobbiamo dare garanzie, allora tutti devono darle. Ad esempio che non ci sarà più Salvini al ministero dell’Interno. Il reddito di cittadinanza nel programma? Ci sono stati dei problemi in passato, troveremo una soluzione”
Al teatro Brancaccio è la prima prova ufficiale per Maria Elena Boschi, in rappresentanza di Italia Viva in una riunione del campo largo. La capogruppo di Iv arriva tra i primi, raggiunge in fretta il palco e attende gli altri partner (o quasi partner di coalizione). Padrone di casa Maurizio Landini, che ha organizzato un incontro con tutti gli esponenti del centrosinistra per discutere del programma in un teatro romano, e che passa senza accorgersi della sua presenza.
In questa’intervista rilasciata a L’HuffPost, Maria Elena Boschi ha replicato duramente a Giuseppe Conte, respingendo la richiesta di garanzie avanzata dal leader del Movimento 5 Stelle nei confronti di Italia Viva.
La capogruppo di Italia Viva alla Camera ha capovolto l’onere della prova, dichiarando che è Conte a dover garantire che in futuro non firmerà altri decreti sicurezza o che non siederà nuovamente al governo con Matteo Salvini al Viminale.
I punti principali emersi nel dibattito e nell’intervista includono:
- Principio di reciprocità: Secondo Boschi, se una forza politica della coalizione di centrosinistra (il cosiddetto “campo largo”) comincia a esigere garanzie dagli alleati, allora tutti i partiti devono essere pronti a fornirle reciprocamente.
- I nodi programmatici: La deputata ha fatto esplicito riferimento ai passati decreti sicurezza varati durante l’esperienza del governo Conte I (l’esecutivo Lega-M5S).
- Reddito di cittadinanza: Interpellata sulla possibile reintroduzione o difesa della misura nel programma della coalizione, Boschi ha ammesso l’esistenza di attriti storici tra le due forze politiche, auspicando comunque la ricerca di una soluzione condivisa. [1]
La presa di posizione si inserisce nelle complesse dinamiche di posizionamento e definizione del programma elettorale all’interno del centrosinistra guidato da Elly Schlein, dove la convivenza tra l’area centrista di Italia Viva e il Movimento 5 Stelle rimane oggetto di forti tensioni sui temi della giustizia, del welfare e dei diritti
PS; Bisognerebbe che la MEB spiegasse (a Conte ma sarebbe inutile perché è il suo cavallo di battaglia elettorale è quello) che se dai a qualcuno un sussidio perché non fa nulla, quelli che fanno qualcosa passeranno al nero, perché è la somma che fa il totale (come diceva Totò).
È stupefacente come Giuseppe Conte, inventore del “Governo Socialista”, ossia della metodologia di governo nella quale i provvedimenti di decidono annunciandoli via social e valutando la reazione dei leoni da tastiera: se è positiva la norma si emana, se è negativa si accantona, riesca a dettare la linea politica all’intero Campo Largo.
Questo nonostante tutte le “riforme” dei suoi governi, dai “Porti Chiusi”, al SuperBonus110, passando per la gestione fallimentare del COVID, si siano rivelate nel lungo periodo controproducenti.
Ah, potenza della UE che, impietosita delle condizioni in cui ci aveva ridotto il COVID (grazie a Conte), con le autocolonne di mezzi militari nella Bergamasca, onde evitare una nuova crisi alla greca, ci ha fatto un prestito fuori dal comune.
Conte grida onestà ma finanzia “mazzette elettorali” con le casse pubbliche. E, purtroppo, a quanto pare rende elettoralmente.