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«Se tornerò in Parlamento, lo farò con i miei voti, non con l’aiutino dei 5 Stelle o del Pd».

BRAVO RENZI! MA: Leggo certi commenti mi fanno incazzate. Quando Renzi se è calato i pantaloni per conte? Dite solo fesserie, parolacce, bugiardi , non so dove trovate queste pagliacciate. SEMPRE FORZA RENZI E I.V E CASA RIFORMISTA. TUTTO IL RESTO È NOIA MA, CHE NOIA È

Matteo Renzi replica a Giuseppe Conte e respinge l’idea di dover accettare condizioni per partecipare a un eventuale governo di centrosinistra. In un’intervista a Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera del 1° novembre, il leader di Italia Viva dice chiaramente di non voler reclamare posti blindati né incarichi garantiti, rilanciando invece la costruzione di un’alternativa a Giorgia Meloni.

Lo scontro nasce dalla richiesta di Conte di tenere Renzi fuori sia da eventuali ministeri sia dal listino di maggioranza previsto dalla riforma elettorale. L’ex premier rivendica di aver già scelto di non passare da quel meccanismo e aggiunge: «Sono eletto ininterrottamente da oltre vent’anni prendendo voti, non scroccando passaggi».

Renzi insiste anche sull’unità del centrosinistra, pur senza nascondere le distanze con il leader del M5S. Per lui le priorità restano salari, sicurezza, scuola e sostegno al ceto medio. E lancia un attacco diretto al governo: «Dunque non chiedo nulla agli alleati: offro però il mio impegno per mandare a casa Giorgia Meloni, Salvini, Tajani e tutto il cucuzzaro».

Nel ragionamento dell’ex premier pesa anche il possibile effetto di una nuova vittoria del centrodestra sugli equilibri istituzionali, dal Quirinale alla Corte costituzionale. Un passaggio che Renzi collega pure al semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea previsto nel 2028, criticando il rapporto di Meloni con Bruxelles: «Meloni in Europa è il trasformismo fatto persona. Fa l’europeista con Ursula, fa la sovranista con Salvini».

Sul futuro della coalizione, Renzi rilancia l’idea di primarie a turno unico tra Elly Schlein e Conte, sulla scia della proposta di Dario Franceschini. Se invece dovesse esserci un meccanismo con più candidati e un ballottaggio, Italia Viva presenterebbe un proprio nome.

Conferma poi la presenza di Maria Elena Boschi e Lella Paita al tavolo della coalizione, senza escludere una lista unitaria con altre forze centriste. Sull’Ucraina vede possibile una sintesi tra sostegno militare, diplomazia e difesa europea comune, mentre ammette che su economia e giustizia servirà più lavoro. Per le elezioni, ipotizza un ritorno alle urne a maggio 2027, magari insieme alle amministrative, ma senza considerarla una data già fissata.

Renzi invita infine a non sottovalutare Roberto Vannacci e la presenza di Futuro Nazionale sulla scheda elettorale. E per il progetto progressista propone anche un nome: «La Rosa Bianca».

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