
Se dopo la vittoria di Lula in Brasile , Netanyahu mi auguro perderà in Israele più la svola favolosa in Serbia si confermerà che la nuova Peste che fa perdere le elezioni a chi contagia si chiama Donald Trump. Era già successo sul referendum sulla giustizia in Italia, con la sconfitta di Orban in Ungheria, con il ritorno della sx nelle presidenziali del Portogallo , con la ripresa dei laburisti in Inghilterra e un anno e mezzo fa con la vittoria dei popolari in Germania . E in Brasile come in Italia mesi fa ha pesato nel voto ancora il voto dei giovani (eclatante la vittoria di domenica del partito degli studenti in Serbia) che si riconoscono nei valori di libertà e di democrazia che Trump disconosce quotidianamente
Il nucleo della riflessione si concentra su alcuni concetti e dinamiche geopolitiche:
- L’effetto “contagio”: L’autore ipotizza l’esistenza di una tendenza politica, definita provocatoriamente “nuova Peste”, secondo cui il sostegno o l’associazione ideale alla figura e ai metodi di Donald Trump si tradurrebbero in una serie di sconfitte elettorali per i leader della destra o per i candidati da lui appoggiati in vari contesti globali. [
- Lo scenario internazionale: L’analisi unisce eventi reali e passati (come i risultati elettorali in Brasile, la crescita dei laburisti nel Regno Unito o il ritorno della sinistra in Portogallo) a dinamiche specifiche di altri paesi, ipotizzando ripercussioni anche sul futuro politico di Benjamin Netanyahu in Israele. [1, 2]
- Il ruolo dei giovani e il voto generazionale: Viene data particolare rilevanza al voto delle fasce giovanili e studentesche, sia in Italia che in Brasile o in Serbia. Secondo questa lettura, i giovani elettori si mobiliterebbero in modo compatto per difendere i valori democratici e di libertà costituzionale, ponendosi in aperto contrasto con i modelli politici considerati populisti o sovranisti. [1]
Il mio post dal mio punto di vista riflette una precisa linea interpretativa del dibattito pubblico e giornalistico sulle sorti dei movimenti populisti di destra e sulla resilienza dei sistemi democratici globali di fronte alle spinte polarizzanti.