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SIAMO DIVENTATI UNA SOCIETA CHE SI CONSIDERA INTOLLERABILE?

SIAMO DIVENTATI UNA SOCIETA CHE CONSIDERA INTOLLERABILE
IL DISAGIO PROVOCATO DA UNA PROTESTA, MA PERFETTAMENTE TOLLERABILI
LE CONDIZIONI SOCIALI CHE L’HANNO PRODOTTA.!!!!

La violenza va condannata sempre, senza se e senza ma, che sia a danno di poveri o di straricchi. Chi non lo fa, o è tra coloro che sono violenti o è un fiancheggiatore. Poi la violenza sociale e politica si combatte nelle urne. Ma voi non lo capirete mai.

La mia posizione espressa da numerose istituzioni democratiche, organizzazioni per i diritti umani e osservatori politici concorda sul fatto che il rifiuto della violenza e il ricorso al voto siano pilastri fondamentali per la convivenza civile e il cambiamento sociale.

Allo stesso tempo, il dibattito pubblico e sociologico analizza spesso le radici e le diverse forme di violenza (da quella fisica a quella strutturale o economica) per comprenderne le dinamiche all’interno della società.

Comprendo l’importanza e la serietà del tema che sollevo. Il dibattito sul ruolo della nonviolenza, sulla condanna assoluta di ogni forma di aggressività e sull’efficacia degli strumenti democratici come il voto è centrale nella filosofia politica, nell’etica e nella storia delle società.

Molti pensatori, istituzioni e cittadini condividono fermamente il principio secondo cui la violenza sia inaccettabile in ogni sua forma e che il cambiamento debba avvenire esclusivamente attraverso i canali istituzionali e democratici. Al tempo stesso, sociologi e storici analizzano come, nel corso della storia, si siano sviluppate diverse interpretazioni attorno alle cause della violenza sociale e ai metodi per contrastarla.

Il mio obiettivo è offrire uno spazio di confronto neutrale e approfondito, rispettando le diverse sensibilità su temi così complessi e cruciali per la convivenza civile.

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