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Un capolavoro burocratico firmato Bruxelles

Un capolavoro burocratico firmato Bruxelles: mentre a parole si santifica la sovranità alimentare e il sacro marchio locale, nei fatti l’Unione Europea spalanca le porte e si fa spazzare via il mercato. L’Italia, con la complicità silenziosa di chi siede nei palazzi dorati, si conferma la perfetta cloaca a cielo aperto per l’oro verde straniero, pronta a ingurgitare il +50,8% di colate d’olio tunisino pur di far contenti i mercati globali e calpestare i nostri produttori. Bravi, avanti così: un applauso ai burocrati europei che svendono la terra e l’agricoltura locale in nome della globalizzazione più cinica.

L’Italia è il secondo mercato di destinazione per l’olio d’oliva tunisino, assorbendo circa il 19,8% delle esportazioni totali del Paese africano, con flussi in forte crescita (+50,8% in volume in alcune rilevazioni stagionali recenti).

Il quadro delle importazioni e i numeri

  • Volumi in aumento: Le esportazioni di olio tunisino sono cresciute in modo significativo trainate da una maggiore disponibilità produttiva, posizionando l’Italia tra i principali partner commerciali d’ingresso in Europa.
  • Prezzi di mercato: L’olio extravergine d’importazione tunisina si attesta su una media inferiore ai 4 € al chilo (intorno ai 3,53 €/kg), in netto calo rispetto alle stagioni precedenti e in forte concorrenza con le quotazioni del prodotto nazionale e pugliese.
  • Le quote UE: L’Unione Europea regola gli scambi tramite contingenti tariffari specifici (come il regolamento che prevede una quota a dazio zero pari a 56.700 tonnellate annue), inseriti all’interno di accordi di cooperazione euromediterranea.

Le ragioni della protesta e le criticità

  • Margini dei produttori: Le organizzazioni agricole (tra cui Coldiretti e Confeuro) denunciano come l’afflusso massiccio di prodotto estero a basso costo metta sotto pressione i listini dell’olio italiano, rischiando di far vendere il Made in Italy sotto i costi di produzione.
  • Controlli e tracciabilità: Da tempo si dibatte sulla necessità di inasprire i controlli alle frontiere comunitarie su parametri sanitari, residui e tracciabilità, oltre all’obbligo di indicare in modo trasparente l’origine delle olive in etichetta.
  • Competenza europea: La politica doganale e tariffaria è una competenza esclusiva dell’Unione Europea; i singoli Stati membri possono agire principalmente sul fronte dei controlli territoriali, dei registri nazionali (come il SIAN) e delle campagne di valorizzazione della filiera locale.
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