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Davigo, condanna definitiva

Quindi è entrato anche lui nella schiera del pregiudicati eccellenti? Magari avrà un sussulto di empatia e potrà capire come si saranno sentiti altri, in tanti probabilmente, condannati senza avere la percezione o con la convinzione di non essere colpevoli

La condanna a un anno e tre mesi di reclusione (con pena sospesa) per Piercamillo Davigo è diventata definitiva. La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa dell’ex pm di Mani Pulite ed ex consigliere del CSM, confermando il verdetto emesso nell’ottobre 2025 dalla Corte d’Appello bis di Brescia.

I dettagli della vicenda

  • Il reato: Davigo è stato riconosciuto colpevole in via definitiva di rivelazione del segreto d’ufficio.
  • Il caso: La vicenda risale alla primavera del 2020 e riguarda la gestione dei verbali segreti resi dall’avvocato Piero Amara sulla presunta e mai dimostrata esistenza di una fantomatica “Loggia Ungheria”.
  • La condotta: Quei verbali erano stati consegnati a Davigo dal pubblico ministero milanese Paolo Storari, che lamentava un presunto immobilismo dei vertici della Procura di Milano nelle indagini. Secondo i giudici, Davigo ricevette e diffuse informalmente quei documenti riservati a terzi all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura, agendo al di fuori dei canali istituzionali consentiti. [1, 2, 3]
  • Le parti coinvolte: Il processo ha visto la costituzione come parte civile del magistrato Sebastiano Ardita, ex collega di Davigo al CSM e inserito ingiustamente in quegli stessi elenchi di Amara. La difesa di Davigo ha sempre sostenuto che l’ex pm fosse convinto di agire nel pieno adempimento di un dovere istituzionale per informare gli organi competenti. [

I dettagli della decisione della Suprema Corte e gli approfondimenti sul caso sono consultabili sui reportage de La Stampa, di RaiNews e sulle colonne de Il Dubbio.

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