
A Prato con Guerini e Delrio la riunione della corrente che scalda i motori in vista delle consultazioni: “Ma siano aperte e senza voto online”. Su antisemitismo e Kiev: nessun prendere o lasciare.
Non sanno più in quale lingua spiegarlo che gli aiuti militari all’Ucraina sono «la nostra linea rossa», il Pd non farà passi indietro: pronti, se gli alleati insisteranno, a «fare dei disegnini per farglielo capire», ironizza in chiusura
Lorenzo Guerini. Rilanciando il monito con cui Lia Quartapelle aveva aperto l’assemblea della minoranza dem: «Il sostegno alla resistenza di Kiev non è un impiccio, è cruciale, uno spartiacque nella storia dell’Europa, e non andra negoziato nel programma». Ergo:
«L’invio di armi non è trattabile», rafforza il concetto Giorgio Gori, perché «l’unità va bene, ma non a ogni costo, non se il prezzo è la rinuncia ai valori
del Pd».
L’alfa e l’omega della giornata dell’orgoglio riformista organizzata a
Prato – dopo la kermesse dei 5Stelle a Milano e alla vigilia della direzione nazionale in programma venerdì — per spedire un paio di avvertimenti a nuora
(Giuseppe Conte) perché suocera (Elly Schlein) intenda.