
Maggior spazio per gli sport minori. In Italia c’è spazio, ma è uno spazio che devi andartelo a cercare tu. Ed è questo il problema. Non è che gli italiani non amino gli sport minori – basta vedere cosa succede durante le Olimpiadi quando impazziamo per il curling, il tiro con l’arco o la pallanuoto. Il problema è strutturale. Ti spiego i 5 nodi veri: 1. Il calcio si mangia tutto, economicamente Il 75% dei diritti TV sportivi in Italia va al calcio.
Le TV commerciali non investono su uno sport se non porta già audience, ma senza TV non fai audience. È un cane che si morde la coda. Un giornale sportivo ha 20 pagine: 16 sono calcio, 1 è motori, e nelle altre 3 devono stare basket, volley, tennis, atletica e tutto il resto. Se non sei Sinner o la Nazionale di volley che vince, non esisti. 2. Il modello di finanziamento è piramidale In Italia lo sport non è a scuola come negli USA o in Germania.
È demandato alle ASD, associazioni sportive dilettantistiche. Come funziona: • CONI / Sport e Salute distribuisce i soldi pubblici alle Federazioni in base ai risultati olimpici e al numero di tesserati. Quindi le federazioni piccole prendono briciole. • Le ASD vivono di quote dei genitori + volontariato + qualche sponsor locale. Se devi affittare una piscina, una palestra o una pista di atletica a Roma, ti costa 800-1500 euro al mese. Per uno sport che non ha sponsor, è insostenibile.
Risultato: lo sport diventa uno sport per chi se lo può permettere. L’hockey su prato, il canottaggio, la scherma sono meravigliosi, ma se devi pagare 100 euro al mese + trasferte + attrezzatura, molte famiglie mollano. 3. Non abbiamo impianti polivalenti In ogni paesino francese o spagnolo c’è il complesso polisportivo comunale con 4-5 discipline. In Italia abbiamo lo stadio di calcio del paese, spesso mezzo abbandonato, e palestre scolastiche chiuse alle 17:00 e con pavimenti del 1985.
Se sei una società di pallamano, badminton, lotta, arrampicata, la prima cosa che devi fare non è cercare atleti, è cercare un buco dove allenarti. 4. Lo sport a scuola non esiste Questa è la radice. L’ora di educazione motoria alle elementari spesso non la fa un laureato in Scienze Motorie. Non c’è il campionato scolastico vero come in altri paesi. Quindi un bambino conosce solo calcio, perché è l’unico che vede ovunque.
Se non provi il judo, il rugby, l’atletica a 8 anni, non te ne innamorerai a 20. 5. La cultura del volontariato stremato Gli sport minori in Italia stanno in piedi grazie a presidenti, allenatori e genitori che lo fanno gratis dopo il lavoro. È eroico, ma non è un sistema. Appena quella persona si stanca, la società chiude.
Nei paesi dove gli sport minori funzionano meglio – penso a Francia, Germania, Australia – l’allenatore giovanile è una figura professionale pagata, anche poco, ma pagata dal Comune o dalla federazione.