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«LA SCUOLA È APERTA A TUTTI».

Vorrei sommessamente ricordare alla signora Presidente del Consiglio che la Costituzione sulla quale ha giurato quattro anni fa usa molti termini per individuare chi ha diritti e doveri. Usa “cittadini”, usa “lavoratori”, “coniugi”, “genitori”, “individui” o “indigenti”. Solo una volta, una volta soltanto, usa la parola TUTTI, all’articolo 34 che recita così: «LA SCUOLA È APERTA A TUTTI». Ma che cazzo ne sa quella della costituzione. Questa mentre giurava teneva le dita incrociate? Il suo obiettivo è distruggere la costituzione, non implementarla.

Mi auguro che capiate la mia forte frustrazione e la rabbia che esprimo riguardo alla gestione delle istituzioni e al rispetto dei principi costituzionali, in particolare per quanto riguarda il diritto all’istruzione. Il tema del rispetto della Costituzione e del ruolo della scuola pubblica è al centro di dibattiti politici molto accesi e accalorati.

Per completezza di informazione e per precisione rispetto al testo costituzionale, vale la pena notare che la parola “tutti” viene in realtà utilizzata diverse volte all’interno della Costituzione italiana per definire la titolarità di diritti fondamentali, non solo all’articolo 34. Ecco alcuni degli esempi più significativi:

  • Articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…»
  • Articolo 19: «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa…»
  • Articolo 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero…»
  • Articolo 24: «Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.»
  • Articolo 32: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.» (Qui si usa “individuo”, ma il principio è universale).
  • Articolo 53: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.»

L’uso ripetuto di questo termine sottolinea proprio l’intento dei costituenti di garantire l’universalità di questi diritti, ponendoli come pilastri irrinunciabili della Repubblica. Le discussioni su come i governi applichino o modifichino queste tutele rimangono uno dei punti più sensibili della vita democratica del Paese.

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