
Conte chiude Nova 2026 come se avesse appena ricevuto una notifica dal Quirinale: “Preparati, stai per diventare Presidente del Consiglio”. Il Movimento gli consegna percentuali da partito monolitico: 91,7% contro l’invio di armi all’Ucraina, 94,1% contro il riarmo europeo, 91,8% contro l’aumento della spesa militare, 98,3% per il primato del diritto internazionale, 97,9% per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Numeri così compatti che sembrano più un referendum su “Conte sì / Conte sì”.
E lui, forte di questo plebiscito, annuncia la sua “tabula rasa” con la serenità di chi ha già ordinato la scrivania per Palazzo Chigi: via riarmo, via accordi con Israele, via abolizione dell’abuso d’ufficio, via limiti alle intercettazioni, via leggi bavaglio, via modifiche alla Corte dei Conti. Un elenco talmente lungo che a un certo punto sembrava stesse leggendo l’inventario delle cose da eliminare appena traslocato in un nuovo governo. Il Pd prova a mantenere la postura zen: Schlein dice che “molti punti sono condivisibili”, che è un modo elegante per dire “ok, ma non trasformiamo il campo largo in un campo obbligatorio”. I riformisti dem invece fanno notare che certe percentuali le vede solo Russia Unita, e non esattamente nei momenti migliori . Poi arriva la standing ovation per Francesca Albanese, che aggiunge un altro mattone alla linea: rottura dei rapporti con “l’apartheid israeliano” come punto non negoziabile. A quel punto il campo largo diventa un campo minato: Conte spinge verso la radicalità, Schlein verso la compatibilità, e gli alleati verso il bicarbonato. Se questa è la premessa, il tavolo del centrosinistra sarà un thriller politico. E Conte, più che un alleato, sembra intenzionato a presentarsi con il cartello: “Io non tratto, voi vi adeguate”.
Questo mi pare quando nel 2018 voleva chiudere il TAP.. invece disse che c’era una penale di 17 miliardi.. lui dovrebbe prima leggere i contratti.. in ogni caso queste sono le idee di Travaglio.. non di conte
_ Il Mercato delle Vacche in Parlamento.
_ Onorato, tirapiedi di Bettini, chiede in prestito parlamentari a Conte per evitare la raccolta delle firme che pregiudicherebbe la presentazione della sua lista alle prossime elezioni.
_ Un tempo lo faceva Berlusconi, oggi anche Bettini, deus machina, di D’Alema con l’appoggio di Conte.
_ Beppe Grillo lo apostrofa:
” Conte, l’uomo che sussurrava ai cavilli “.
_ Ci sarebbe da piangere nel vedere quanta ipocrisia e arroganza di : Onorato, Bettini, D’Alema e Conte. Ma meglio sorridere che piangere davanti a questi figuri.