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CALABRESI A MILANO

Il noto giornalista e scrittore Mario Calabresi ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Milano per le elezioni comunali del 2027. Per intraprendere questa nuova strada politica, ha rassegnato le sue dimissioni da tutti gli incarichi editoriali e societari in Chora Media e Will.

I dettagli della candidatura

  • Le primarie: Calabresi si propone come figura civica di centrosinistra, dichiarandosi pronto ad affrontare il passaggio delle primarie di coalizione.
  • La posizione del PD: La segretaria nazionale Elly Schlein ha espresso prudenza alla Festa dell’Unità di Genova, sottolineando che prima dei nomi è fondamentale definire il programma della coalizione.
  • Il profilo di Mario Calabresi: Nato a Milano nel 1970, vanta una lunga carriera nell’informazione italiana, avendo ricoperto la carica di direttore sia per La Stampa che per la Repubblica. Nel 2020 aveva fondato la podcast company Chora Media

Mario Calabresi sarà il candidato del PD a Milano e forse anche del Campo Largo se si faranno le primarie. Ex direttore di Repubblica e La Stampa, moderato al punto da sbattere contro Lupi, filoucraino nel sangue e per questo amato da Picerno e Calenda che l’hanno subito ingroppato (è la traduzione di endorsement, che avete pensato?!?). Imprenditore editoriale dai profondi crack ha appena lasciato Chora Media, quella della simpaticissima Cecilia Sala, in cattive acque per candidarsi”ad una nuova esperienza”. Esperienza che non ha per nulla dal punto di vista amministrativo ma che si farà a spese della capitale economica d’Italia e dei milanesi.

A destra non hanno ancora deciso nulla. Io proverei Salvini che avrebbe il placet di una Lega liberata (da e di lui) ed obbligherebbe il centrodestra a mobilitarsi tutto strappando Milano dagli artigli dei La Russa. Però c’è un però: un Sindaco lavora moltissimo e lavorare è un verbo che non appartiene al Vangelo secondo Matteo.

Tornando a Calabresi, certi della vittoria, a Palazzo Marino stanno già sigillando le finestre e distribuendo i materassi nel cortile. Perché è vero che la genetica è una scienza mutagena, ma non si sa mai.

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